La Commissione potrebbe introdurre una momentanea sospensione dell’applicazione di questa tecnologia nei luoghi pubblici per prevenire i rischi e salvaguardare la privacy dei cittadini. Al momento il settore è quasi del tutto privo di regolamentazione

L’Unione europea sta considerando di mettere al bando il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici. La norma, valida per un massimo di cinque anni, è pensata per permettere l’introduzione di nuove regole che prevengano i rischi di questa nuova tecnologia, salvaguardando la privacy dei cittadini.

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Secondo le indiscrezioni pubblicate da Reuters e Politico, il piano comunitario dovrebbe arrivare entro il prossimo mese e incaricherebbe i singoli Paesi, e deputate autorità, di ragionare su una serie di nuove norme. Al momento, infatti, il settore è quasi del tutto privo di regolamentazione. Una lacuna che, soprattutto negli Stati Uniti, ha suscitato un dibattito vivace che gira intorno alle applicazioni dell’Intelligenza artificiale (A.I.) per scopi di sicurezza.

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Secondo la Commissione europea, infatti, sono necessarie nuove regole che supportino quelle attuali che riguardano la privacy e la protezione dei dati personali. Nello specifico per l’organo Ue “le norme future devono andare oltre quelle già presenti e includere un bando limitato nel tempo per il riconoscimento facciale nei luoghi pubblici”. Un periodo di tempo, durante il quale, dovrà essere “identificata e sviluppata una solida metodologia per valutare gli impatti di questa tecnologia e le possibili misure di gestione dei rischi”.

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Il riconoscimento facciale, in questi ultimi tempi, sta prendendo piede anche nel campo del marketing, con molte aziende private che, attraverso i dati raccolti, riescono a targettizzate i potenziali clienti. L’iniziativa voluta dalla Commissione, che prima di entrare in vigore dovrà essere approvata, potrebbe prevedere delle eccezioni per quanto riguarda i progetti di sicurezza e per la ricerca e sviluppo. Nel caso specifico verrebbero comunque imposti obblighi sia agli sviluppatori che agli utenti.

Fonte: https://www.nonsprecare.it/riconoscimento-facciale-privacy?refresh_cens

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