Civita di Bagnoregio. Basterebbe questo nome per far pensare a migliaia di turisti nei weekend, lunghe file alla biglietteria e sul ponte, pullman carichi di gente di qualsiasi provenienza ed età, auto a noleggio guidate spesso da persone dell’Estremo Oriente che cercano, durante la settimana, di avvicinarsi alla Città che Muore. Cosa manca all’elenco? Beh, i trasporti cittadini fanno quel che possono, portando molti turisti da Piazzale Battaglini al Belvedere, e poi… bisogna comunque scarpinare, diventando per un attimo dilatato viaggiatori, e attraversare Mercatello con i suoi problemi idrogeologici, e poi il ponte. 

No, in realtà ciò che manca è un trasporto pubblico frequente da e verso Bagnoregio. Cotral è più o meno presente, con le corse, e ha qui un capolinea/deposito: complice la presenza dell’Istituto Tecnico Agrario Fratelli Agosti, storicamente l’unico ITAS della provincia di Viterbo, uno dei punti fermi della formazione scolastica della Tuscia per decenni. 
Ultimamente pare tuttavia che le corse ferroviarie regionali ma a gestione Atac da Civita Castellana si siano diradate, molto probabilmente per ragioni di bilancio sempre critico per la società capitolina, senza che il vettore regionale Cotral si sia adeguato: uno studente che voglia frequentare l’Agraria può metterci anche molto più di un’ora, se proviene da zone della provincia viterbese che lo costringono a cambiare “carrozza”, o meglio a scendere dalla carrozza e salire in autobus, e viceversa. Stanno venendo fuori testimonianze di ragazzi che si svegliano a orari impensabili, molto prima dell’alba, comunque tarda nella stagione invernale. E che tornano a casa la sera, magari giusto per cena. Decine e decine di minorenni in giro per ore non perché a scuola non ci vogliano andare, ma proprio perché devono. 

La questione coinvolge non solo gli studenti, ma anche i pendolari. Assotutela, un’associazione di difesa dei diritti dei consumatori, esprime “vicinanza ai cittadini e, nell’azione a difesa dei loro diritti, abbiamo deciso di depositare un esposto in Procura per comprendere le esatte e specifiche dinamiche che causano disagi sulla Roma(-Civita Castellana, NDR)-Viterbo. E’ infatti inammissibile che i pendolari siano costretti a una tale odissea, nonostante paghino il biglietto con la speranza di avere un servizio efficiente ed efficace. Speranza ad oggi assolutamente disattesa”.

E, insomma, in queste ore il sindaco Profili e la dirigente scolastica Adami hanno chiesto un incontro con il prefetto di Viterbo. Le parole del sindaco: “Ho ricevuto questa mattina gli studenti dell’Itas di Bagnoregio, c’è un grave problema di trasporti per alcuni di loro, soprattutto per quelli che devono raggiungere il nostro paese dai paesi dalla zona dei (Monti, NDR) cimini, una vergogna che nel 2020 un ragazzo debba partire da casa alle 6 per tornarci nel tardo pomeriggio. Ho già chiesto un incontro al Prefetto, percorreremo tutte le strade possibili insieme alla dirigente scolastica Professoressa Paola Adami”.

Non so se è chiaro: a Civita di Bagnoregio, frazione che si raggiunge da una strada che passa necessariamente davanti l’ITAS bagnorese, arrivano da tutto il mondo, attraverso i mezzi più vari, con tempi di percorrenza sempre più ridotti, mentre da altre zone della Tuscia ci si mettono almeno due ore ad andare e due ore a tornare, ed è difficile pensare che un ragazzino oppure una ragazzina di 14 anni possano mettersi a studiare sull’autobus, magari distraendosi dal dover scendere alla fermata giusta, o rinunciando alla colazione, o rischiando strani incontri in quelle quattro ore di viaggio quotidiano. Sarebbero già troppe due, nella migliore delle ipotesi: due ore tolte alla famiglia, alla socializzazione tanto necessaria a quell’età, ad attività sportive e ludiche e, infine… ai compiti a casa. Quattro ore, due di andata, due di ritorno, o peggio, sono un’enormità che questi ragazzi stanno affrontando con sempre maggior fatica, e con presumibili conseguenti cali dell’attenzione in classe, ogni giorno. 

Difficile la situazione, difficile avere ulteriore pazienza per genitori e studenti, difficile poi che un comune della Tuscia riesca a ottenere collegamenti celeri, nonostante anni e anni di successo turistico internazionale di una sua bellissima frazione: questo racconta la storia degli anni passati, anche se ci auguriamo che la situazione cambi per il meglio. Tuttavia, visti i tempi attuali, sarà più facile, duole ammetterlo, che l’Istituto Tecnico Agrario Statale venga trasferito dallo Stato nel capoluogo, ovverosia a Viterbo, che rimane rispetto a Bagnoregio centrale nei confronti della provincia. Anche perché non è molto educativo abituare i cittadini al pendolarismo fin dalla più tenera età. Non è pedagogico e non è rispettoso della sacralità della famiglia.

Il contrasto tra la modernità, la globalizzazione, e l’arretratezza della Tuscia – il suo essere fuori dai giri che contano e anche da se stessa – sta assumendo in questi giorni a Bagnoregio un risvolto drammatico proprio sulle generazioni di domani. La provincia di Viterbo dimostra a Bagnoregio di non conoscere se stessa, di non essere un insieme organico, di non fare squadra, ma di costituire solo un assembramento di realtà varie e isolate: perché non pensare a corse Cotral che colleghino tra loro, direttamente, Bagnoregio, Bolsena, Caprarola, Bomarzo, e altri siti di rilevanza turistica?

E gli studenti di Orvieto? Andrebbero con tutta probabilità a rimpolpare l’ITAS di Todi, distante dalla Rupe un po’ più della Città che Muore.

Luigi Menta

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