Ho letto la lettera dell’attuale sindaco di Bagnoregio (VT). In estrema sintesi, vengono promesse, per l’ennesima volta, importanti risorse per Castel Cellesi.

Importanti risorse significa centinaia di migliaia di euro o milioni di euro.

Ossia le cifre di Civita, l’unica frazione realmente tutelata.

Intanto alcuni cittadini, stanchi di aspettare, hanno deciso di chiedere un cambiamento non più o non tanto al comune (“chi vivrà vedrà”) ma ai loro vicini.

Castel Cellesi è una frazione in cui chi può emigra.

Chi rimane lo fa perché non può andarsene, oppure non ne trova il senso.

L’amministrazione comunale, nelle sue varie declinazioni, ha sempre destinato a Castel Cellesi poche migliaia di euro.

Le varie sindacature sono tutte corresponsabili politiche dell’abbandono di questo borgo da parte di aziende e privati.

La responsabilità principale è di Regione Lazio, che illude gli amministratori locali, i quali a loro volta chiedono voti ai cittadini, voti che non risolvono nulla. Un perverso gioco medievale di valvassori e valvassini. Se li senti ti dicono che è sempre colpa di quell’altro, ma alla fine lo fanno per dividere la cittadinanza, mentre loro tra loro vanno d’accordo.

Castel Cellesi conta di fatto poche decine di abitanti.

Il “modello Civita”, non essendo stato replicato in tutto questo tempo, non esiste.

La collaborazione con l’università di Perugia non c’entra nulla con Castel Cellesi. Perugia non è nemmeno nel Lazio.

Non si capisce perché non si è ragionato con l’università di Viterbo.

Non si capisce perché invece di investire tempo e risorse nella collaborazione con una università pubblica non si cerca di defiscalizzare il territorio per attrarre imprese private in grado di creare ricchezza e lavoro nei settori più disparati.

Non è sostenibile un’occupazione basata sul solo turismo e su un ente pubblico che, direttamente o indirettamente, assorbe gli esuberi, specialmente quelli politicamente allineati.

È assurdo dire o far dire a chi chiede alternative di andarsene (occhio ai reati penali ragazzi).

Casa Civita, oltre a corrispondere alla necessità di dare un ruolo politico all’ex sindaco, orfano di tante candidature extracomunali mai concretizzate, si sta rivelando un commissariamento di fatto degli introiti di Civita, di cui l’attuale sindaco amministrerà solo una piccola parte.

Castel Cellesi è da almeno trent’anni una palla al piede di tutte le amministrazioni bagnoresi.

Ai bagnoresi non gliene frega nulla di venire a vivere in una frazione dove le case ormai te le tirano dietro.

C’è una corsa generale al posto fisso e all’indebitamento a vita mediante mutuo per un appartamento in condominio a Viterbury (mio dio!).

Se questa amministrazione non sarà coerente con l’ennesima promessa e non spenderà le importanti cifre (che non possono essere gli ennesimi giochi per bambini ormai inesistenti alle ex scuole, i tre dipinti manga addirittura promessi per dopo le elezioni – ma falle e basta! -, la registrazione di un suono al posto del rintocco vero e altre piccole cose gradevoli ma evidentemente insufficienti) entro il 2020 allora ha senso cominciare a lavorare attorno a un distaccamento di Castello dal comune bagnorese e un rientro nel suo alveo naturale e storico, quello dell’allora Castel Piero, ossia San Michele in Teverina, ovvero Civitella d’Agliano.

Sarà più semplice avere un consigliere comunale e non avremo sensi di colpa nei confronti della popolazione bagnorese, che, se capiremo quest’altra strada essere effettivamente migliore (E DA RIPRISTINARE), ringrazieremo e saluteremo.

Diamoci quest’ulteriore anno di tempo. Un anno intero per capire se le lettere sono scritte con sterili copia incolla oppure no.

Un anno per ricordarci le le promesse prima si mantengono e poi si annunciano.

Un anno per abituarci a non distrarre più i grandi uomini dai destini imperituri a cui si sentono chiamati.

Un anno per tornare a pensare in piccolo e in concreto cosa fare di ciò che rimane del giorno.

Luigi Menta

p.s.: per l’ennesima volta: al sottoscritto non gliene frega nulla di fare il grillo parlante.

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