L’allenatore del Bologna, che sta combattendo la leucemia ed è reduce dal secondo ciclo di chemioterapia, si presenta allo stadio in occasione del match contro la Lazio, squadra di cui è stato una bandiera. E il boato delle due tifoserie è impressionante

L’ok dei medici, il trasferimento allo stadio, il boato del pubblico. Il 6 ottobre è un’altra data che Sinisa Mihajlovic difficilmente dimenticherà: l’allenatore del Bologna, che sta combattendo la sua personale battaglia contro la leucemia e che ha da poco terminato il secondo ciclo di chemio, si è presentato al Dall’Ara per dirigere i suoi ragazzi nella delicata sfida di campionato contro la Lazio.

Con un cappello di cotone e mascherina protettiva, è entrato negli spogliatoi salutato da un boato generale. Sì, perché ad accoglierlo non ha trovato solo i suoi tifosi, bensì anche quelli del club romano, di cui lui è stato una bandiera. Sinisa, che con la Lazio ha vinto uno Scudetto nel 2000, è sceso in campo per ultimo battendosi la mano sul petto e indicando entrambe le curve, in segno di ringraziamento.

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Già in mattinata, infatti, un migliaio di tifosi rossoblù e biancocelesti erano saliti al Santuario di San Luca per dedicare una preghiera al tecnico serbo: si tratta del secondo pellegrinaggio dopo quello di due mesi fa, pochi giorni dopo il pubblico annuncio di Sinisa. «Ho la leucemia, ma sono pronto a combattere anche questa battaglia», aveva detto in conferenza stampa lasciando tutti senza parole.

È seguito il ricovero all’Ospedale Sant’Orsola, il primo ciclo di cure, poi l’apparizione a sorpresa in panchina per le prime due partite di campionato: «Non saranno casi isolati», spiegò il professor Cavo. L’8 settembre ha poi iniziato il secondo ciclo di chemio, che è finito giusto in tempo per consentirgli di presenziare ad un appuntamento per lui così importante. Tra sciarpe, bandiere e cori dedicati.

Il Bologna segna, i giocatori lo circondano ma non lo possono abbracciare. È ancora presto, ma Sinisa non vede l’ora di potersi ributtare nella mischia. Da guerriero, come piace a lui.

 

Fonte: https://www.vanityfair.it

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