Cambia il volto dell’immigrazione, soprattutto in Italia. Diminuiscono gli ingressi per motivi di lavoro, mentre aumentano quelli per motivi di asilo e protezione umanitaria.

E gli stranieri cominciano a somigliare sempre di più a chi li ospita e così anche i migranti, quelli stabili nel nostro Paese da più anni, hanno cominciato a fare meno figli e hanno più difficoltà a trovare lavoro.

Come ogni anno il Rapporto Immigrazione elaborato da Caritas Italiana e Migrantes fotografa gli spostamenti della popolazione a livello (…)

(…) globale mettendo a fuoco in particolare la realtà europea e italiana. L’impostazione offerta è quella della Chiesa cattolica aperta all’accoglienza e al Rapporto si affianca il messaggio del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che invoca lo «ius culturae per promuovere l’integrazione». E proprio ieri il grillino Giuseppe Brescia, che sarà il relatore, ha annunciato che il 3 ottobre ripartirà in commissione Affari Costituzionali alla Camera la discussione sulle proposte di legge in materia di cittadinanza. L’iter della legge che ha come prima firmataria Laura Boldrini appena entrata a far parte dei dem non dovrebbe incontrare grossi ostacoli visto che l’alleanza giallo-rossa ha lo stesso orientamento. «Si può fare subito», dice il dem Matteo Orfini. Nettamente contrario tutto il centrodestra con l’ex vicepremier, Matteo Salvini, in testa. « Se lo ius culturae è un modo elegante per impacchettare una cittadinanza facile noi ci opporremo fermamente», aveva subito commentato di fronte all’ipotesi il vicepresidente del Senato, l’azzurro Maurizio Gasparri.

E mentre in Europa non si riesce a trovare una linea comune si consuma l’ennesima tragedia della disperazione. Almeno 7 persone, 5 bambini e 2 donne, hanno perso la vita in un naufragio nel mar Egeo di un barcone di migranti, partito dalle coste della Turchia e diretto in Grecia. I soccorritori hanno salvato 12 persone.

Tra i dati registrati dalla Caritas tra il 2016 e il 2017 si riscontrano percentuali di nuovi ingressi assai lontane da un paese all’altro. In Europa sono 39,9 milioni i cittadini stranieri residenti, in aumento del 3,5 rispetto al 2017. Ma tra il 2016 e il 2017 in Austria si registra un calo del 13,7 per cento, in Germania del 10,9 mentre in Italia si segnala un più 14,2 per cento. Lontano comunque dal record della Spagna, più 28,3, superata soltanto dalla Romania con un 29,1. Nel 2017 gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza nella Ue sono 825.447, in diminuzione rispetto al 2016.

Nel Rapporto la Caritas sottolinea che con la progressiva denatalità dal 2014 la perdita di cittadini italiani equivale ad una grande città come Palermo: 677mila persone. Però nello stesso periodo oltre 638mila stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana e a questi si aggiungono 241mila nuovi cittadini stranieri residenti. Calano però anche le nascite nella comunità straniera: meno 3,7 nel 2018. Al 1° gennaio 2019 le comunità straniere più consistenti sono quella romena, 1.206.938 persone; quella albanese, 441.027 e quella marocchina, 422.980.

Aumentano i matrimoni dove almeno uno dei due è straniero. Nel 2017 sono stati 27.744, ovvero più 14,5 per cento del totale con un più 8,3 rispetto al 2016. Nel 2018 sono 65.444 i bambini nati da genitori entrambi stranieri, ovvero il 14,9 per cento del totale delle nascite, in calo in effetti come registrato negli ultimi anni rispetto al 2017, meno 3,7. E diminuiscono pure le acquisizioni di cittadinanza nel 2018: 112.523 , ovvero meno 23 per cento. Aumentano invece gli alunni stranieri: 841.719, il 9,7 della popolazione scolastica totale. Il 63 per cento degli alunni con cittadinanza non italiana è però nato in Italia.

Cresce la popolazione di fede musulmana: 1 milione e 580mila, ovvero il 2 per cento in più nel 2019 rispetto al 2018. Gli stranieri cristiani residenti in Italia sono il doppio, 2 milioni e 815mila.

La percentuale di detenuti stranieri è stabile: 20.255, su un totale di 59.655 persone in carcere. E anche se per lo più per reati contro il patrimonio si evidenzia «il carattere sempre più pervasivo delle organizzazioni criminali straniere che operano in Italia», come la mafia nigeriana.

 

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *