Nessuno ha fatto meglio del portiere bianconero che contro la Spal ha vissuto un pomeriggio tranquillo. Sarri: “La rotazione tra lui e Szczesny era prevista – ha detto il tecnico -. Per fortuna l’abbiamo potuta fare senza intoppi, a differenza di altri ruoli”

Gli autogol su Twitter caricano un fotomontaggio di Gigi Buffon: sta leggendo un libro, sereno in poltrona con un bicchiere di vino. Poi scrivono: “L’impegnativissimo pomeriggio di Buffon contro la Spal”. In effetti… Gigi alle 15 è diventato il giocatore italiano con più partite in carriera nei club: ora sono 903, una in più di Paolo Maldini. In regalo ha ricevuto un biglietto di prima fila per Juve-Spal, partita a senso unico. La Spal, ossequiosa verso la leggenda, si è fatta vedere raramente e ha tirato solo una volta in porta. La Juve ha preso atto e ha celebrato Buffon sui social con un aggettivo, “immenso”, e un hashtag, #SUPERG1G1, che potremmo anche rivedere nei prossimi mesi.

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UNA VITA FA 

Buffon ha giocato la prima partita di queste 903 nel novembre 1995, il famoso Parma-Milan contro Baggio, Weah e Marco Simone. Era davvero un altro mondo. Non c’era internet, pochi avevano un telefonino, ufficialmente non era stata firmata la pace nella ex Jugoslavia. Un gran lavoro, quel giorno: partita da migliore in campo, con 8 sulla Gazzetta. In questi 24 anni Buffon ne ha viste tantissime, ha vinto 9 scudetti e un campionato francese, ha giocato tre finali di Champions e vinto una Coppa Uefa. Oltre quelle 903 partite, in maglia azzurra, il Mondiale 2006. Questo Juve-Spal, evidentemente, è stato uno dei pomeriggi più facili di sempre. “La rotazione tra lui e Szczesny era prevista – ha detto Sarri in conferenza -. All’inizio del blocco avevamo deciso questo tipo di rotazione. Per fortuna l’abbiamo potuta fare senza intoppi, a differenza di altri ruoli”.

APPLAUSI 
   Il pubblico dello Stadium non sapeva questi dettagli ma era pronto alla celebrazione. Gigi ha preso gli applausi all’annuncio delle formazioni e una mezza standing ovation quando è corso a prendere il suo posto in porta. Aveva una maglia verde fosforescente, così diversa da quella bianca e rossa dell’esordio. La prima azione in cui è stato coinvolto è stata un tentativo di tenere la palla in campo su un retropassaggio di De Ligt. Poca roba. Per il resto, un mezzo brivido su una mischia in area con deviazione di Petagna, e qualche sforzo per restare concentrato. Gigi passeggiava, si teneva caldo, si fregava le mani mentre Pjanic, Ramsey, Ronaldo e Dybala attaccavano. Il massimo impegno, forse, una protesta (col guardalinee) per una mancata ammonizione a Valdifiori. È sembrato un anticipo del futuro: più che portiere, dirigente.
Fonte: https://www.gazzetta.it/

 

 

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