Sorrisi, promesse e parole sulla gestione dei migranti mentre gli sbarchi aumentano e Lampedusa è al collasso

Neanche pochi mesi fa, a causa del vicepremier Luigi Di Maio e dell’appoggio del Movimento 5 Stelle ai gilet gialli, Italia e Francia si sono trovati nel punto più basso della loro relazione tanto che l’ambasciatore francese venne pure richiamato a Parigi.

E chi c’è come presidente del Consiglio? Giuseppe Conte. Lo stesso Giuseppe Conte che questa sera ha ricevuto a cena con tanto di stretta di mano e di photo opportunity il presidente Macron. Adesso i due sciorinano parole sul tema dell’immigrazione. Parole e promesse. Tutte da verificare. Ciò che invece è certo è che gli sbarchi aumentano e Lampedusa è al collasso.

“Dobbiamo far uscire il tema dell’immigrazione da una propaganda anche anti-europea. L’Italia non abbassa la guardia contro il traffico di vite umane e non ritiene che debba essere consentito ai trafficanti di decidere come e quando avere ingresso,. Ma abbiamo anche la necessità di gestire il fenomeno migratorio in maniera concreta, pratica”, ha dichiarato il presidente del Consiglio italiano.

Che poi ha aggiunto: “L’incontro con il presidente Macron testimonia l’intenzione di contribuire insieme al rilancio dell’Europa, siamo in una fase cruciale, serve una gestione europea efficace, non solo della redistribuzione, ma anche dei rimpatri, serve un meccanismo europeo sugli sbarchi, sulla redistribuzione e una gestione efficace dei rimpatri. Dobbiamo rafforzare la nostra collaborazione anche con i Paesi d’origine da dove arrivano i migranti”.

Dal canto suo il presidente francese ha affermato sorridente: “Sono molto felice di essere qui, dopo la formazione del nuovo governo, la mia presenza oggi segna la volontà di collaborare per il progetto europeo. Un messaggio forte e chiaro di amicizia fra i nostro popoli indistruttibile. Può succedere che non ci si capisca ma ci si ritrova. L’organizzazione attuale non è efficace, di fatto c’è una non-cooperazione tra i Paesi, cooperativamente siamo inefficaci nell’accogliere chi ha bisogno e nel respingere chi non ha diritto. Possiamo lavorare a un meccanismo automatico di redistribuzione coordinato dalla Commissione Europea, siamo pronti a lavorare per trovare una soluzione nuova ed efficace”. Promesse, appunto.

Ma Macron ha detto la sua anche sulle politiche economiche della Ue considerando il coordinamento delle stesse “non più adeguato”.

“Vediamo tutti i dati che riguardano i paesi europei e se oggi la crescita resiste ancora è però al di sotto del passato, perché ci sono incertezze politiche, conflittualità commerciale, il rallentamento della Cina e anche perché il coordinamento delle nostre politiche economiche non è più adeguato”.

 

Fonte: http://www.ilgiornale.it

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