Nella replica al Senato il premier punta il dito contro i leghisti: “Avete sbagliato giuramento”. E scoppia la bagarre

“Venduto, venduto”. Momenti di altissima tensione alla Camera dei deputati. Il premier Giuseppe Conte all’inizio del suo discorso di replica ha incrociato subito le contestazioni dell’opposizione.

Già questa mattina c’è stata la manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia con la partecipazione della Lega. Nel pomeriggio invece dai banchi di Lega e Fdi sono arrivate interruzioni al grido di “venduto” alternato a cori di “elezioni”. Sono stati subito richiamati dal presidente della Camera Fico a interrompere “cori da stadio”. “Voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali, se mi permettete avete sbagliato giuramento”, ha replicato Conte attaccando duramente la Lega tra gli applausi di Pd e M5s.

E ancora: “Mentre il M5S è stato coerente con il proprio programma voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali. Avete sbagliato giuramento, i ministri che hanno giurato lo hanno fatto per tutelare interesse della nazione e non del proprio partito

La risposta di Lega e Fdi è stato un altro coro: “Mai con il Pd, Mai con il Pd”. Cori che non fanno proseguire Giuseppe Conte nelle repliche. Dura la stigmatizzazione del presidente Roberto Fico: “Non potete avere questo comportamento”.

Il premier poi ha aggiunto: “Abbiamo concezioni diverse con la Lega. Per 14 mesi pensavo che le concezioni fossero coincidenti, ora scopro che non è così. Per me difendere gli interessi degli italiani significa perseguire gli obiettivi del Paese, significa scongiurare per l’Italia una infrazione” da parte dell’Europa, “significa lavorare per offrire la prospettiva di poter esercitare un ruolo nell’Europa”, significa “poter ottenere per l’Italia un portafoglio per l’Italia e prendere parte a tutti i Consigli europei e non a nessuno. Anche con le alleanze europee non mi avete per niente aiutato…”.

Alcuni deputati della Lega, seduti nell’ultima fila in alto dell’emiciclo di Montecitorio, hanno sollevato la propria poltrona rivolgendosi al premier e interrompendolo nel corso della sua replica. Alcuni di loro, prima di essere redarguiti dagli assistenti parlamentari su indicazione del presidente Roberto Fico hanno anche apostrofato Conte “cadrega” e hanno intonato il coro “poltrona”.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/

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