Sigarette elettroniche, Prof. Beatrice (Università di Torino) su ragazza Usa in coma: caso non chiaro. Vero allarme è il fumo tradizionale

In riferimento all’articolo pubblicato in data 1 settembre scorso, relativo alla ragazza statunitense di 18 anni in coma presumibilmente a causa dell’uso delle sigarette elettroniche, la cui fonte era il mattino.it, ci ha inviato un interessante comunicato il Prof. Fabio Beatrice, Docente all’Università di Torino e Direttore della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria e del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, che ha commentato la vicenda in modo dettagliato concludendo che il vero allarme è il fumo tradizionale.

Infatti nella su nota dice che “In questo specifico caso si presume che il problema non sia stato determinato dall’utilizzo della sigaretta elettronica in quanto tale, cioè il device, ma piuttosto da una reazione all’inalazione del vapore.

Ma soprattutto, non è chiaro quale miscela abbia inalato la ragazza e nemmeno se fosse una fumatrice duale o affetta da altre patologie”.

E’ quanto afferma il Prof. Fabio Beatrice, docente all’Università di Torino e Direttore della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria e del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, commentando le notizie relative alla giovane statunitense che ha sviluppato delle complicazioni polmonari a causa, presumibilmente, dell’utilizzo dell’e-cig.

“Una delle principali cause di polmonite eosinofile – aggiunge il Prof. Beatrice – è notoriamente il fumo della sigaretta tradizionale, ma la patologia può svilupparsi anche in concomitanza all’assunzione di farmaci o alla presenza di parassiti o ad altre patologie sistemiche”.

“Mentre il caso in questione – aggiunge – appare come un fatto episodico e sporadico, la vera preoccupazione per i medici resta, senza alcun dubbio, il fumo tradizionale, che procura circa 7 milioni di morti nel mondo ogni anno.

Certamente, il consiglio per i fumatori elettronici è quello di scegliere prodotti e liquidi certificati e di qualità, evitando quelli a basso costi e soprattutto la pratica del fai da te. È inevitabile che l’uso improprio del dispositivo espone il consumatore a maggiori e gravi rischi per la salute” ha concluso il Prof. Beatrice

Sempre in merito all’argomento ci sembra interessante anche pubblicare un’intervista fatta al professore in merito alle novità presentate e discusse durante il X Congresso Nazionale della Società Italiana di Tabaccologia  pubblicata sul sito reteoncologica.it.

D: Dottor Beatrice il 14 e 15 novembre si è svolto a Torino il X Congresso Nazionale della Società Italiana di Tabaccologia , quali novità?

R: Certamente molte! Intanto è stata presentata e discussa una strategia che vede una alleanza tra più Società Scientifiche Italiane con l’obiettivo di adottare una comune strategia di “Endgame ” o fine corsa sulla questione del fumo di sigaretta.

D: Può dirci più in dettaglio?

R: In sintesi vi sono alcune ” azioni” relativamente al tabagismo che gli esperti giudicano essenziali e che devono essere supportate nel tempo. Si va dall’aumento progressivo della tassazione sulle sigarette all’estensione dei divieti di fumo nei parchi, nelle automobili con bambini, etc … . Ma si indica anche l’esigenza di una progressiva riduzione del contenuto di nicotina nelle sigarette, di fornire prestazioni sanitarie indirizzate alla cessazione, di sostituire progressivamente le accise del tabacco con altre forme di tassazione, di riconvertire la produzione industriale ed agricola del tabacco, di adottare confezioni generiche di sigarette, di stimolare nei fumatori resistenti l’adozione di pratiche a minor rischio ( come ad esempio la sigaretta elettronica). Infine si consiglia una campagna di informazione su questi aspetti e si auspica un divieto di acquisto del tabacco per i nati dopo una certa data ( ad esempio il 2005).

D: Ma alcuni punti non le sembrano un po’ forti?

R: Certamente alcuni aspetti del documento colpiscono particolarmente ma alcune azioni sono anche esplicitate per creare attenzione e dibattito. Ci auguriamo che possano essere di stimolo per l’azione politica ed in generale per un aumento di consapevolezza sui pericoli del tabagismo da parte della popolazione.

D: Qual’è il ruolo di SITAB in questa strategia?

R.: SITAB ha portato in direttivo la proposta di adesione al ” Manifesto” e dopo la votazione , in qualità di neopresidente della Società Italiana di Tabaccologia , ho dato il nostro formale avvallo dell’endgame !

D: Quali altre novità Dottor Beatrice?

R: Ha destato molto interesse il dibattito sul ruolo delle organizzazioni del lavoro nella lotta al tabagismo. Per quanto attiene alle organizzazioni sanitarie ha ricevuto il premio nazionale SITAB proprio il lavoro presentato in concorso dal Dottor Cristiano Piccinelli quale esponente della RETE Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta che ha coordinato le azioni in tutta la Regione. Un grande impegno per la promozione della salute dei lavoratori della sanità. In generale è poi emerso il significato di “Azienda Etica” nel senso di luogo di lavoro nel quale i medici competenti affiancano alla prevenzione dei rischi professionali anche la tutela più generale della salute dei lavoratori. Insomma il luogo di lavoro offre chance per agganciare i fumatori, informarli ed aiutarli

D: Si è parlato anche di sigaretta elettronica?

R: Si. Sono stati presentati i dati di una ricerca effettuata dal sottoscritto con l’ASL TO2 e l’Istituto Superiore di Sanità con la Dottoressa Roberta Pacifici , direttore dell’OSSFAD.

D: Ma la sigaretta elettronica fa male o fa bene?

R: La sigaretta elettronica è meno tossica della sigaretta normale perché non brucia tabacco e quindi non manda nei polmoni i prodotti della combustione ai quali è legato il rischio di contrarre i tumori da fumo di tabacco ( circa 40 mila tumori maligni all’anno solo in Italia ).

D: E la nicotina?

R: La e-cig effettivamente dispensa nicotina ed a questa è legato il rischio cardiovascolare .

D: Ma quali sono i vantaggi?

R: Il maggior vantaggio si ha sempre a smettere di fumare completamente . Se poi proprio non si riesce, meglio ridurre i rischi! Abbiamo visto che se si riceve una specifica assistenza tecnico sanitaria un fumatore su due riesce a passare totalmente al fumo elettronico riducendo significativamente i rischi legati alla tossicità da combustione. Inoltre per un fumatore la sigaretta elettronica costituisce una proposta più facilmente ricevibile. L’autogestione è invece destinata quasi sempre al fallimento poiché alla fine il tabagismo è una dipendenza e non un vizio come molti pensano. La nicotina è la settima droga più potente al mondo e quindi è un nemico subdolo ma i medici hanno armi per combatterla e sconfiggerla.

D: E dunque ?

R: Dunque una parola di speranza ed un auspicio : curiamoci della nostra salute e sforziamoci di adottare stili di vita sani muovendoci maggiormente a piedi, non esagerando con il cibo e con le bevande alcoliche e soprattutto non fumando!

Ringraziando il professore per la precisazione inviata, invitiamo i nostri lettori a smettere di fumare qualsiasi tipo di sigaretta onde evitare di donare altri soldi allo stato ma soprattutto per tutelare la nostra salute.

 

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