Sono una delle coppie di reali più apprezzate nel mondo e forse ora lo diverranno ancora di più. Perlomeno tra coloro che hanno a cuore il destino del Pianeta.

Stiamo parlando del Principe Harry e della consorte Meghan Markle, che a quanto pare hanno deciso di non avere più di due figli. La motivazione? Tutelare l’ambiente.

A dichiararlo a sorpresa è stato lo stesso Duca di Sussex, intervistato dalla ambientalista Jane Goodall per il numero di settembre di Vogue UK. Un’edizione speciale che è stata affidata come direttore ospite proprio a Meghan e che sarà dedicata in special modo alle donne simbolo del “cambiamento”.

Le parole di Harry

Il Principe, che è divenuto padre per la prima volta a maggio con la nascita del piccolo Archie, ha lasciato intendere che dietro la decisione di non avere più di due figli ci sia la volontà di dare un contributo concreto per preservare il Pianeta.

Harry ha precisato di essersi sempre posto il problema della salvaguardia dell’ambiente, ma di averne “ora una visione diversa” in veste di padre e di persona che “spera di avere dei figli“. “Non troppi“, ha suggerito la Goodall. “Due al massimo“, ha specificato lui, con l’aggiunta di una riflessione sulla crisi climatica attualmente in corso.

Ciò che dobbiamo ricordare a tutti è che queste sono cose che stanno accadendo ora. Le stiamo già vivendo”, ha sottolineato il Principe, suggerendo di considerare il Pianeta come uno stagno “nel quale noi siamo le rane e l’acqua è già in ebollizione“.

L’impatto dell’esplosione demografica

Sebbene non tutti saranno d’accordo con la scelta di Harry e Meghan, resta innegabile il fatto che la continua crescita della popolazione sta mettendo a dura prova il nostro ambiente. Dall’impronta

antropica derivano le più grandi problematiche che stanno minando la salute del Pianeta, a cominciare dal riscaldamento globale le cui conseguenze si fanno sempre più pesanti a ogni livello: dalla scomparsa di specie animali e vegetali allo scioglimento dei ghiacciai, dal moltiplicarsi di fenomeni meteorologici estremi agli accresciuti rischi per la salute umana.

Al quadro già di per sé estremamente preoccupante, si aggiunge l’incessante sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo. Ogni anno l’Earth Overshoot Day, letteralmente il Giorno del sovrasfruttamento della Terra, cade in largo anticipo ponendo il Pianeta in una condizione di deficit e l’intera umanità di debito incalcolabile.

Cosa potrà accadere, allora, se la popolazione mondiale continuerà a crescere, raggiungendo la quota di 10 miliardi di persone entro il 2050, come previsto dai più recenti report internazionali? Che futuro attende il nostro Pianeta? Vale certamente la pena di fermarsi a pensare, compiendo se possibile qualche piccolo passo indietro. Prima di cadere nel baratro del non ritorno.
Fonte: http://www.ehabitat.it/

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