Incontro fiume tra i due partiti dopo l’ultimatum di Di Maio: “Sì ai nostri punti programmatici o voto”

Sembra a uno stallo il percorso per la formazione del cosiddetto governo giallorosso. Alla base c’è il profondo disaccordo M5s-Pd che, prima ancora delle idee, parte dall’approccio alle discussioni.

Nicola Zingaretti non ha infatti digerito l’ultimatum pronunciato nelle ultime ore da Luigi Di Maio – “Sì ai nostri punti programmatici o voto” – né le indirette pressioni sul Presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte.

Uno degli argomenti del dissenso sarebbe il tanto criticato decreto sicurezza, che il Pd ha tutto l’interesse a rivoluzionare mentre per il leader 5 stelle “non ha senso toccarne l’impianto”.

Quella che ne viene fuori, al momento, è solo una grande confusione, che non lascia escludere tra le conseguenze la mancata nascita del Conte-bis, prospettiva che in ogni caso lo stesso Premier sta facendo di tutto per scongiurare.

Proprio in queste ore è andato in scena un incontro tra i due partiti a Palazzo Chigi, che è durato più di 3 ore e mezzo.

M5s e Pd già al conflitto: il Conte-bis potrebbe non nascere

Le difficoltà sono arrivate subito dopo la fine del giro di consultazioni di Conte alla Camera.

Dopo l’ultimo incontro, quello con i 5 stelle, Di Maio ha pronunciato un vero e proprio ultimatum“Sì ai nostri punti programmatici o voto”. Le parole hanno scatenato subito la rabbia del Pd, in primis del segretario Zingaretti, che ha chiesto al leader del Movimento di lasciare da parte i diktat, prima di annullare un appuntamento tra i due partiti.

La circostanza ha scatenato non poche tensioni e destabilizzato uno scenario di per sé già debole, lasciando percepire l’incontro odierno come una sorta di dentro o fuori, che vede spettatore più che interessato Matteo Salvini, pronto a sperare in un impasse senza soluzioni che conduca dritti alle urne:

“Mattarella metta fine al vergognoso mercato delle poltrone, convochi le elezioni e restituisca la dignità agli italiani”

, ha tuonato poche ore fa il leader del Carroccio.

Nelle ultime 3 ore e mezzo a Palazzo Chigi il premier incaricato Conte si è confrontato con le delegazioni Pd e 5 stelle, con in testa i capigruppo Andrea Marcucci, Graziano Delrio, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.

Previsto per le 9,30, l’incontro è stato spostato a mezzogiorno e terminato solo da alcuni istanti, con poche specifiche sugli esiti e la precisazione di marca Pd – proveniente dalle dichiarazioni di Andrea Marcucci – che non si è trattato di un tavolo di chiarimento:

“Sul fronte politico c’è bisogno di un chiarimento, ci aspettiamo che avvenga da qui a breve, ma non era sul tavolo dell’incontro di oggi. Abbiamo lavorato sui punti”.

Mentre per il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio i colloqui fiume del pomeriggio hanno portato le due coalizioni a fare “passi avanti”, così come il 5 stelle Stefano Patuanelli, che ha parlato di incontro positivo e ha aperto a un nuovo confronto a brevissimo:

“La ricognizione con Conte è andata bene. Ci sarà un nuovo incontro con il Pd nelle prossime ore”.

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