Moncalieri, le guardie zoofile si sono ritrovate in un incubo. «L’odore di urina e di feci era così pregnante da rendere quasi impossibili i sopralluoghi»

TORINO – Cani chiusi in stanze ricoperte di escrementi e rifiuti. Locali polverosi e bui, dove erano stati accatastati divani rotti, pezzi di cucine, picconi e oggetti arrugginiti. Bottiglioni di acidi e medicinali scaduti abbandonati su mensole pericolanti, in camere in disuso talmente maleodoranti da rendere necessaria la mascherina per entrare. In mezzo ai ruderi c’era anche una cagna di 15 anni, sedata, forse in fin di vita, circondata da mosche che le ronzavano intorno, attratte dalle feci su cui la bestiola era sdraiata. È lo scenario che si sono trovate davanti agli occhi le guardie zoofile di Agriambiente e i carabinieri, durante un blitz — avvenuto domenica mattina — che ha permesso di scoprire una «pensione» abusiva per cani in strada Mongina, a Moncalieri. All’interno di uno dei locali in cui erano rinchiusi gli animali, le guardie hanno trovato anche un’anziana, che sarebbe sorda e cieca. La signora, che ha 93 anni, sarebbe una familiare del proprietario della casa. Era seduta in mezzo a cucce sudicie, con le ciabatte imbrattate di feci.

La versione del proprietario della tenuta contrasta nettamente con quella di una delle vittime, una cittadina di Nichelino che lo scorso 20 agosto, prima di partire per Napoli, ha lasciato l’amato jack russell di due anni all’uomo. «Avevo sentito parlare bene di quel posto in paese», ha rivelato la donna, che ha aggiunto: «Mi chiedevano 12 euro al giorno, che è poco. Ho visto lo spazio verde, ampio, e mi sono fidata». Peccato che il proprietario della struttura si fosse ben guardato dal mostrarle i locali in cui aveva rinchiuso il cagnolino, fuggito da quell’inferno poche ore dopo il suo ricovero.

«L’odore di urina e di feci era così pregnante da rendere quasi impossibili i sopralluoghi», racconta Silvio Cerrato, a capo delle guardie zoofile di Agriambiente. Cerrato ieri ha effettuato il blitz, insieme a Daniele Gallietti e con venti suoi uomini, in collaborazione con i militari di Moncalieri. L’ispezione ha avuto origine proprio dall’esposto della proprietaria del jack russell. Non si sa dove sia finito l’animale, lo stanno cercando persino con i cani molecolari. L’ultima volta è stato avvistato a fianco dei binari del treno. «Ho dato alla pensione 180 euro, in totale nel dovevo 240 ma la somma mi è stata restituita dopo che mi hanno perso il cane», ha raccontato la vittima alle guardie zoofile. «Ho tenuto il cane per fare un favore alla signora, poi è scappato dal cancello», ha raccontato il titolare, che quando ha aperto il portone alle guardie ha detto: «Ho soltanto quattro o cinque cani». Invece ne aveva 20 e fino a pochi giorni fa a quanto pare ne avrebbe alloggiati 28. Adesso rischia una raffica di sanzioni e una denuncia per maltrattamenti

Fonte: https://torino.corriere.it/cronaca

One thought on “La pensione per cani è una discarica da 12 euro al giorno: rinchiusi tra escrementi e acidi”
  1. Almeno 20 anni da far passare, nelle medesime condizioni di come questa persona immorale e senza anima e sentimenti ha costretto creature innocenti e senza colpe sarai punito infame

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