Un colpo di testa del difensore all’esordio in Serie A rovina il debutto del nuovo tecnico rossonero

BUIO MILAN

 La prima del Milan è una stecca colossale: il Diavolo progettato per il bel gioco cade subito a Udine, bucato da Becao, che di professione fa il difensore centrale, e soprattutto non tira mai in porta nell’arco dei 95 minuti. Giampaolo prende una valanga di appunti, istruisce i suoi nelle pause e finisce per sbracciarsi spazientito: la sua squadra è un cantiere aperto dove i lavori sono in ritardo preoccupante. Ride Igor Tudor, che inizia la sua seconda stagione di A sulla panchina dell’Udinese con il colpo di giornata: ad aprile aveva bloccato sul pari i rossoneri a San Siro, stavolta li ha mandati al tappeto disinnescando Suso e compagni con una facilità disarmante. La formazione mandata in campo da Giampaolo non nasconde sorprese: 4-3-1-2 senza volti nuovi e con Calhanoglu play al posto di Biglia infortunato, in avanti Castillejo al fianco di Piatek e Suso a inventare alle loro spalle. A stupire, semmai, è l’atteggiamento dei rossoneri, molli nell’approccio e inchiodati sul campo: il trio in mediana è statico e i terzini non si aprono, la manovra procede a ritmi bassissimi per vie centrali ma senza sbocchi e alla Dacia Arena va in scena un triste festival del retropassaggio. Suso prova ad accendere la luce ma succede solo a sprazzi, peraltro quando si decentra sulla sua mattonella di destra. Più in generale, la banda Giampaolo dà l’impressione di muoversi sempre con un tempo di ritardo: da Calhanoglu a Paquetà e Castillejo, tutti sembrano impegnati a pensare alle consegne tattiche anziché provare a trovare il guizzo per saltare la prima pressione dell’Udinese. Tudor – lui sì sorprende, lasciando in panchina l’uomo mercato De Paul – ha organizzato un solido 3-4-2-1 con Pussetto e Fofana a supporto di Lasagna: i bianconeri non rubano gli occhi per linee di passaggi particolarmente brillanti ma quantomeno provano a farsi vedere dalle parti di Donnarumma, spesso sfruttando errori in uscita del Milan. Il primo tiro in porta arriva però a inizio ripresa – palla persa da Calabria – e porta la firma di Mandragora: Gigio blocca.

COLPO BECAO, FANTASMA PIATEK

   La logica del match al 72′ premia chi ci crede. Tudor manda in campo De Paul e l’argentino manda in gol Becao con un cross dalla bandierina su cui Kessie – entrato per Borini – si perde il centrale brasiliano: l’incornata esalta la curva friulana e affossa il Milan. Giampaolo butta nella mischia Leao e Bennacer, ma i suoi rischiano ancora e ci vuole un miracolo di Donnarumma per chiudere la porta al possibile 2-0 di Lasagna. Il gol partita lo segna il difensore che per 90 minuti ha ridicolizzato Kris Piatek, irriconoscibile rispetto a un anno fa: le gambe non girano, l’intesa con i compagni non sboccia e la mira non è più quella del cecchino infallibile che aveva trascinato il Milan a un passo dalla Champions con Gattuso in panchina. Un solo tiro tentato e finito in curva. Ispirazione perfettamente in linea col resto della squadra, che la porta non inquadra mai. La strada da fare è lunga, diceva Giampaolo dopo l’amichevole di Cesena. Da stasera, il percorso è già dannatamente in salita.

 

Fonte: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/

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