Migliaia di manifestanti in Europa e in America Latina hanno condotto proteste di fronte alle ambasciate brasiliane contro il governo guidato da Jair Bolsonaro di fronte a un crisi internazionale a causa degli incendi boschivi che affliggono l’Amazzonia brasiliana.

Madrid , centinaia di manifestanti hanno chiesto le dimissioni di Bolsonaro in una protesta indetta dai gruppi Extinction Rebellion España e Fridays For Future di fronte all’ambasciata brasiliana in Spagna.

“Chiediamo al governo brasiliano di adottare misure per spegnere l’incendio, che dura da più di due settimane”, – ha dichiarato Alejandro Martínez, membro della FFF, che ha aggiunto – “ci sono pressioni internazionali affinché il Brasile adotti misure per proteggere la foresta pluviale amazzonica, che contribuisce al 20% dell’ossigeno del mondo ed è considerata uno dei polmoni del pianeta”.

Parigi , oltre un centinaio di persone si sono concentrate di fronte all’ambasciata brasiliana in Francia per protestare contro gli incendi in Amazzonia e contro le politiche ambientali di Bolsonaro. I partecipanti alla manifestazione hanno sollevato manifesti con messaggi come “Bolsonaro incendiario.”

Allo stesso modo, in almeno una dozzina di grandi città brasiliane gli attivisti hanno chiesto che “Bruci Bolsonaro e non l’Amazzonia”. Le proteste, la più grande delle quali ha avuto luogo a San Paolo con quasi 3.000 partecipanti, sono state particolarmente critiche nei confronti del presidente brasiliano, che ha dato la colpa alle organizzazioni non governative per il troppo clamore mediatico.

Caracas , una gruppo di attivisti ha protestato di fronte all’ambasciata. Francisco Velasco, docente universitario e portavoce delle organizzazioni che hanno aderito alla protesta ha detto -“Abbiamo raggiunto un momento estremo, che mette in serio pericolo la specie umana sul pianeta. Presto ne vedremo le conseguenze, dobbiamo fermare il fuoco il prima possibile.”

In Messico ,  i manifestanti , hanno urlato “fascista” contro Jair Bolsonaro. Proteste anche Quito, in Ecuador, dove diverse centinaia di persone hanno dimostrato davanti all’ambasciata brasiliana – “siamo in piena emergenza meteorologica e l’irresponsabile governo di Jair Bolsonaro non ha spento l’incendio nell’Amazzonia che dura da 20 giorni, – ha detto Daniel Villamar, portavoce del movimento “Ribellione o estinzione dell’Ecuador”.

Bolsonaro annuncia che invierà truppe dell’esercito per combattere gli incendi in Amazzonia

Le pressioni provenienti da ogni parte del mondo hanno avuto la meglio. Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, venerdì  ha firmato un decreto  per autorizzare l’invio di truppe dell’esercito per spegnere gli incendi in Amazzonia. Lo ha scritto il quotidiano brasiliano O Globo.

Secondo il decreto, che entrerà in vigore questo sabato fino al prossimo 24 settembre, i militari devono partecipare alle “azioni preventive e repressive contro i crimini ambientali” e agire in coordinamento con le agenzie locali di pubblica sicurezza.

Finora il numero di membri dell’esercito che parteciperanno all’opera di estinzione non è noto. Il ministro della difesa brasiliano, Fernando Azevedo e Silva, deve ora allocare le risorse disponibili e i comandi che saranno responsabili dell’operazione.

Bolsonaro ha assicurato che il suo governo è molto consapevole della situazione e che combatterà contro il “crimine ambientale” come fa con i crimini comuni. Ha inoltre sottolineato che la diffusione di “informazioni false” sulla situazione nel nord del paese “non aiuta a risolvere” il problema.

Da parte sua, il capo delle forze armate brasiliane, Edson Leal Pujol, ha annunciato che i suoi soldati sono pronti a difendere l’Amazzonia, anche se le sue parole sembrano riferirsi più a minacce diverse dai roghi. “I soldati saranno sempre attenti e vigili, pronti a difendere e respingere qualsiasi minaccia”, – ha riferito l’esercito in un comunicato ufficiale raccolto Agenzia Reuters.

Secondo i dati dell’Istituto di ricerca spaziale del Brasile (INPE), quest’anno gli incendi sono aumentati dell’83% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nel 2019  l’agenzia ha registrato 72.843 incendi, il numero più alto da quando è stato raggiunto il precedente record nel 2013. Tra il 15 e il 20 agosto, i satelliti hanno registrato 9.500 incendi.