Il presidente Vladimir Putin rassicura il mondo intero: l’esplosione nucleare avvenuta l’8 agosto è innocua, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Lo ha detto lunedì mentre era in visita in Francia su invito di Macron.

Putin ha spiegato che, in ogni caso, degli esperti stanno controllando la situazione e che sono state prese apposite misure per evitare qualunque conseguenza inaspettata, ma non si è dilungato oltre. Medaglie di stato sono invece previste per tutti coloro che hanno offerto il proprio aiuto per affrontare l’incidente e le vittime diventeranno “eroi nazionali”.

Sarà vero quel che dice Putin o la storia si ripete? Al momento le autorità russe continuano a mantenere un certo riserbo, non si sa bene cosa sia esploso, non si sa bene perché sia stata ordinata l’evacuazione di una città vicina all’incidente, poi misteriosamente annullata, non si sa perché i locali abbiano fatto scorta di iodio, elemento utilizzato proprio per contrastare i sintomi da radiazioni.

E a quanto pare i medici che hanno curato gli ingegneri feriti durante l’esplosione erano ignari della loro radioattività e hanno dovuto firmare accordi di non divulgazione, come ha riportato il Moscow Times, sempre secondo il quale il servizio di sicurezza russo avrebbe cancellato i registri dell’ospedale. Insomma, tutto fa sospettare una classica “copertura”!

Ma ripercorriamo un po’ i fatti: i media russi inizialmente avevano comunicato che l’esplosione era stata causata da un motore a propellente liquido, si è quindi sospettato che si trattasse del missile Burevestnik 9M730, super-arma a cui i russi starebbero lavorando in incognito, eseguendo test vietati. A tal proposito la Rosatom, agenzia nucleare statale russa, ha affermato che l’esplosione si è verificata proprio mentre la Russia stava lavorando a nuove armi.

E per quanto riguarda i morti, se inizialmente i media statali russi avevano riferito il numero di 2 vittime, Rosatom ha poi dichiarato che le vittime erano 5, portando il bilancio a 7, senza ulteriori chiarimenti su eventuali feriti. E che dire della misteriosa interruzione delle comunicazioni da parte dei siti di monitoraggio russi subito dopo l’incidente, coincidenza che non è passata inosservata.

Sospettosi in merito all’accaduto anche gli stessi russi, l’ex professore di studi russi sulla sicurezza nazionale presso il US Army War College, Stephen Blank, ha affermato in un articolo pubblicato su “The Hill” che la Russia non è nuova a queste “coperture”, lo fece a suo tempo con Chernobyl e lo fa ancora oggi, a suo parere, quando accadono incidenti scomodi. Quale sarà la verità? Prima o poi lo scopriremo e speriamo non sulla nostra pelle come fu per l’incidente nucleare nella centrale ucraina.

 

Fonte: https://www.greenme.it

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