Per il 2030 il Comune punta a tre milioni di piante in più, in una città che oggi arriva a 500 mila. Si parte da parchi e scali Fs

Saranno centomila nuovi alberi a cavallo dell’anno. Sono sogni di una Milano green. La città prova davvero la svolta verde. La visione porta la firma di Stefano Boeri. Ed è stata sposata con convinzione da Beppe Sala. Non a caso il sindaco nel recente mini rimpasto di giunta ha deciso d’accaparrarsi e gestire in prima persona le deleghe per la «transizione ambientale». Si chiama «ForestaMi». E dice: tre milioni di nuovi alberi. Il traguardo è il 2030. Progetto quasi rivoluzionario per la grigia capitale del Nord e tutto il suo hinterland. E così ambizioso da strappare l’apprezzamento di una celebrity votata alla causa ecologista come Leonardo DiCaprio. I primi annunci di «forestazione urbana» risalgono a un anno fa. Da allora un team di ricercatori coordinati da Maria Chiara Pastore ha lavorato a gettare le fondamenta, a immaginare le strategie migliori, a fare da raccordo tra tutti gli attori pubblici, privati, istituzionali coinvolti. Ai primi di agosto lo studio è diventato un documento guida per il futuro ambientalista su scala metropolitana.

Si parte dalla fotografia su cui si andrà a intervenire. È stato mappato tutto il territorio. Si contano poco meno di mezzo milione di alberi oggi a Milano. Altri cinque milioni e mezzo sono stimati negli altri 133 Comuni attorno. Le tre milioni di piante da affiancare in un decennio valgono quindi un’impennata del +50 per cento. La progressione immaginata dagli esperti parte dai centomila nuovi alberi già quest’anno, al ritorno dalle vacanze (la stagione per le piantumazioni va da novembre a marzo). Saranno 400 mila entro il 2022. E si prosegue a un milione e 200 mila due anni dopo, per arrivare nell’anno olimpico a quota due milioni e completare il percorso per il 2030.

Da dove s’inizia? Boeri, responsabile scientifico, ha tracciato alcune possibili direttrici. Conquistare terreno a scapito delle aree a parcheggio farebbe recuperare spazio per 150 mila alberi, ad esempio. E la carta verde per bonificare gli ex scali ferroviari, altri 250 mila. Tutte ipotesi approfondite nel rapporto che servirà da trampolino di lancio per il piano che sarà presentato il 21 novembre al «World Forum on Urban Forests» in Triennale. All’interno c’è un censimento delle aree adatte a ogni tipologia d’intervento e una stima dei costi: 500 euro per piantare là dove oggi domina il cemento, la metà se si sceglie un’area già verde, in ogni caso cento euro l’anno di manutenzione da mettere in preventivo.

Per Milano città, gli uffici comunali faranno il punto a settembre. I numeri sono cresciuti costantemente: novemila nel 2016, 16mila due anni dopo. E si punta a salire ancora. Di sicuro sarà completato il nuovo parco al quartiere Adriano, primo di una serie che in futuro snocciolerà una ventina di nuovi nomi. Ma servono anche piccoli e micro progetti. Dagli 80 alberi del restyling di piazza Sant’Agostino, agli arbusti con cui addobbare un tratto di corso Buenos Aires, alla riconversione verde di tetti, pareti e cortili promossa con il bando «Be2». «L’obiettivo è piantare ancora più alberi — spiega l’assessore Pierfrancesco Maran — ma la strategia principale è un grande parco metropolitano. Anche per questo il Pgt ha tolto diritti edificatori su tre milioni di mq al confine con il parco Sud».

Il grosso sarà infatti fuori dai confini, con le azioni delle amministrazioni dell’hinterland e di enti e parchi. Un area test sarà nell’area dell’Abbiatense. Tra le idee c’è la trasformazione di un parcheggio a Morimondo, alberi nella zona della stazione di Albairate e diversi progetti ad Abbiategrasso. Altri coinvolgono invece il parco del Grugnotorto, il corso del canale scolmatore, i terreni della fondazione Ca’ Granda e i progetti di fondazione Cariplo. Serve anche il sostegno dei privati. Fondazione Falck e Fs Sistemi Urbani hanno sostenuto il lavoro sfociato nella ricerca, mentre Axa s’è impegnata a finanziare piantumazioni nei cortili scolastici. «A chi mi chiede se non sia una follia — dice Boeri — rispondo che se nei prossimi dieci anni ogni abitante dell’area metropolitana piantasse un albero, avremmo raggiunto il risultato. Ho visto lo stesso scetticismo quando abbiamo proposto il Bosco Verticale, che adesso ci copiano in tutto il mondo».

 

Fonte: https://milano.corriere.it/

 

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