D’estate tutti noi soffriamo il caldo. Gli animali domestici, con il loro pelo, soffrono tale condizione ancor più di noi umani. E’ sufficiente immaginare di rimanere chiuso in macchina con i finestrini chiusi anche solo per dieci minuti, per sentirsi soffocare al sol pensiero.

Eppure, nonostante ciò, ogni anno un numero elevato di cani è costretto a subire quest’incandescente tortura.

Attenzione, la condotta di chi produce sofferenze al cane lasciandolo chiuso nell’abitacolo dell’auto sotto il sole, non è qualificabile come una semplice dimenticanza o disattenzione ma integra un reato penale. Infatti, lasciare un cane chiuso in macchina per diverso tempo, sotto il sole e con temperature elevate, è un comportamento che integra il reato di abbandono e detenzione incompatibile di un animale, disciplinato dall’art. 727 del codice penale.

La fattispecie di abbandono per il cane chiuso in macchina

Già diverse pronunce della Corte di Cassazione hanno inflitto condanne per violazione dell’art. 727 c.p. a seguito dell’abbandono del cane in macchina.

Ad esempio una sentenza del 2008 ha condannato un uomo che ha lasciato il proprio cane per più di un’ora all’interno dell’auto, senza ombra né acqua, dichiarando che “nell’interpretare la norma contenuta nell’art. 727 c.p. questo Ufficio ha sempre ritenuto che integra il reato previsto il tenere un cane in un luogo angusto per un lasso di tempo apprezzabile, senza che sia necessaria la volontà di infierire sull’animale o che questo riportasse una lesione all’integrità fisica, potendo la sofferenza consistere in soli patimenti”.

Tale orientamento giurisprudenziale pare deciso a non lasciare spazio a “dimenticanze”.

Lo stato di necessità per salvare il cane chiuso in macchina

Posto che il cane non vada lasciato in macchina per troppo tempo e che così facendo si integri una fattispecie di reato: cosa fare quando ci si imbatte in un cane chiuso in auto?

Premettiamo due questioni: in primis non esiste un obbligo giuridico di intervenire in casi come questo. Ciò significa che se non ci si attiva per salvare il cane chiuso in macchina né si interviene in alcun modo, non si è perseguibili per omissione di soccorso.

In secundis, in casi analoghi  è stato più volte applicato lo stato di necessità disciplinato dall’art. 54 c.p. che stabilisce che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.

Pertanto, chi agisce al fine di salvare un cane rompendo il finestrino dell’auto in cui è rinchiuso, può invocare questa scriminante.

Cane chiuso in macchina: i passaggi da seguire per salvarlo

Ecco, dunque, i passaggi da seguire in caso si rinvenga un cane chiuso in macchina:

1 – Prima di tutto niente panico, niente azioni avventate e gratuite nella convinzione di essere dinnanzi ad un caso problematico. Non è detto che il cane sia stato effettivamente abbandonato in macchina; ad esempio il proprietario potrebbe essere sceso dall’auto per pochi minuti e fare subito ritorno,.

2 –  Meglio quindi attendere qualche minuto cercando di capire se il proprietario possa essere nelle vicinanze e possa tornare a breve al veicolo;

3 – Verificare lo stato di salute del cane: se l’animale dà segni di sofferenza, è meglio telefonare immediatamente alle Forze dell’Ordine; sia Polizia Municipale che Carabinieri –essendo in presenza di fatto che costituisce reato– hanno l’obbligo di intervenire. Al momento della segnalazione è bene riportare i dati oggettivi della situazione (es. “il cane non si muove più”; “la macchina è ustionante ed il padrone non si vede da tot minuti” ecc.). E’ anche utile scattare foto o girare qualche video a testimonianza delle condizioni critiche del cane, in modo da tutelarsi nel caso di accusa di segnalazione impropria;

4 – Se si ritiene che il cane sia in pericolo di vita, dopo aver fotografato o girato video e richiesta eventualmente la testimonianza di altri passanti, è bene telefonare subito alla Polizia Municipale/Carabinieri. A quel punto si hanno due possibilità: aspettare che le autorità competenti arrivino ed intervengano oppure rompere il finestrino dell’auto e tentare di procedere in autonomia.

I rischi di rompere il finestrino per salvare il cane chiuso in macchina

La rottura del finestrino crea evidenti rischi, sia per il cane che per la persona: entrambi potrebbero ferirsi con i vetri rotti oppure il cane potrebbe spaventarsi e reagire fuggendo o, peggio, attaccando e provocando inevitabili lesioni.

Inoltre, la rottura del finestrino può dare luogo a denuncia querela da parte del proprietario del veicolo per il reato di danneggiamento disciplinato dall’art. 653 c.p.

In quest’ultimo caso, per difendersi sarà utile invocare lo “stato di necessità” ex art. 56 c.p., di cui si parlava poco sopra, che rende lecita una condotta di per sé penalmente rilevante, quando ricorrano determinate circostanze.

Intervenire o non intervenire? Questo è il problema

In conclusione, in caso ci si imbatta in un cane chiuso in auto, conviene in primis accertarsi delle condizioni dell’animale e, se non critiche, evitare di intervenire e contattare immediatamente le forze dell’ordine per richiedere il loro intervento.

In caso di emergenza, invece, ossia qualora le circostanze rendano presumibile la necessità di un intervento repentino, dopo aver avvisato le forze dell’ordine è possibile procedere in autonomia e rompere il finestrino, con la consapevolezza del rischio di incorrere in un’accusa di danneggiamento da parte del proprietario della macchina e della possibilità di difendersi invocando lo stato di necessità.

 

Fonte: www.avvocatoanimali.com

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