Ventitré balene, tra cui due femmine incinte, sono state barbaramente uccise alle Isole Fær Øer, sotto gli occhi di turisti e bambini. Il triste bilancio nel 2019 sale a 540 cetacei uccisi.

Dopo aver avvistato un gruppo di circa 30 esemplari di globicefali, i cetacei sono stati inseguiti da una piccola flotta, accerchiati e spinti nella baia di Hvalvik, una delle baie della morte più vicine. Alcune balene sono riuscite a fuggire, ma per la maggior parte di loro non c’è stato scampo: gli animali sono stati uccisi senza pietà da una folla armata di coltelli, lance spinali e uncini.

Il massacro dei cetacei è stato documentato da Sea Shepherd durante una diretta su Facebook.

Un portavoce dell’organizzazione benefica ha raccontato che lo straziante spettacolo è stato osservato da numerosi spettatori intenti a ridere e chiacchierare tra loro sulla spiaggia e a fare il tifo per i cacciatori.

Mentre le balene agonizzavano e cercavano di resistere, diversi bambini si sono divertiti a tirare loro le pinne e a camminare sui cadaveri degli animali, prendendo i corpi a calci e pugni. In molti tra il pubblico hanno deciso di fare un selfie con le balene massacrate e il mare tinto di rosso sullo sfondo.

Sea Shepherd ha chiesto più volte di cessare questa straziante mattanza, arrivando ad offrire addirittura un milione di euro purché venga abolita la caccia alla balene, ma gli abitanti dell’arcipelago non accettano di abbandonare questa pratica, una tradizione secolare a detta loro rispettosa e sostenibile.

In realtà la grindadrap è una pratica crudele che provoca agonia e atroci sofferenze alle balene, animali sociali e molto intelligenti: dall’inizio di quest’anno ben 540 cetacei sono stati massacrati durante questa assurda caccia tradizionale.

Fonte: www.greenme.it

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