Jovanotti di nuovo al centro della polemica per il suo tour Jova Beach Party, che prevede una serie di concerti in 17 zone costiere e montane naturali.

Gli spazi scelti per le esibizioni dei cantanti rappresentano l’habitat di diverse specie animali e vegetali sulle quali eventi come i concerti hanno un impatto devastante.

In alcuni casi i siti rappresentano addirittura aree naturali protette o ospitano specie animali a rischio come il Fratino e la tartaruga Caretta caretta che scelgono questi luoghi per riprodursi, nidificare o vivere.

Sulle spiagge toccate dal tour di Jovanotti crescono anche specie vegetali sempre più rare come la camomilla delle spiagge, il giglio marino e il papavero delle spiagge.

In queste aree naturali la musica ad alto volume e la presenza di migliaia di persone distrugge la vegetazione e disturba gli animali, che possono scappare e abbandonare i nidi: durante il recente concerto a Rimini, un pulcino di Fratino è sparito, nonostante la sorveglianza che, a detta degli organizzatori, sarebbe stata efficace nel proteggere questi animali.

Senza contare le modifiche ambientali date dai mezzi che livellano il territorio per rendere possibili i concerti.

 

In questi mesi le polemiche sul Jova Beach Party non si contano più: da Rimini a Cerveteri, da Vasto a Roccella Jonica fino all’ultimo caso che riguarda l’Isola Dino, in Calabria.

L’area, che ospiterà una tappa del tour di Jovanotti il prossimo 7 agosto, sta per diventare riserva naturale.

 

Si tratta di un luogo in cui crescono la rarissima primula di palinuro (Primula palinuri Petagna) e in cui è possibile trovare la Posidonia oceanica a pochi metri dalla spiaggia.

 

 

 

Sull’isola di Dino, oltre a nidi di gabbiani e rapaci, vivono esemplari di Pinna nobilis, mollusco noto come nacchera.

Musica ad altissimo volume, migliaia di piedi che calpestano il suolo e la vegetazione, migliaia di persone che si getteranno in acqua per il bagno di mezzanotte: immaginate le conseguenze devastanti per questo territorio, e per gli altri oggetto del tour.

Noi ci auguriamo che anche per le prossime date, come quella che riguarderà l’isola di Dino, prevalgano il buon senso e la tutela per l’ambiente, la cui protezione dovrebbe essere la nostra priorità.

 

Fonte: www.greenme.it

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