Estate, tempo di mare, monti e purtroppo, di abbandoni.

Come se, tutto d’un tratto, quelli che fino ieri erano i nostri amici animali, si fossero trasformati in una pesante palla al piede della quale disfarsi ad ogni costo perchè, finalmente, è tempo di vacanze.

Già, ma dove lo metto? Fosse un cane o un gatto, sarebbe semplice. Basterebbe allontanarsi di qualche chilometro da casa, parcheggiarlo da qualche parte e il gioco sarebbe fatto. Molto più complicato liberarsi di un pitone. Mica siamo in Florida.

E allora? Si potrebbe uccidere e buttarlo via. E proprio a questo devono aver pensato gli autori del macabro gesto che, prima di liberarsi di un pitone lungo quasi un metro e mezzo, hanno cercato di targliargli la testa per, poi, abbandonarlo ferito nell’area della piattaforma ecologica di Vedano al Lambro, in provincia di Monza. Il serpente, fortunatamente sopravvissuto a quella barbarie, è stato rinvenuto dagli operatori della piattaforma e recuperato dagli agenti della Polizia Provinciale che lo hanno consegnato alla sede ENPA di Monza Brianza.

Immediatamente visitato e curato, il povero pitone è andato ad aggiungersi al numeroso gruppo di serpenti ospitati nella struttura e ora, cerca una nuova casa. Quello degli abbandoni di serpenti, per quanto singolare possa sembrare, è pratica fin troppo comune, anche nel nostro Paese.

Nel giugno dello scorso anno, tanto per fare un esempio, nella zona dell’Eur, a Roma, erano stati trovati due pitoni lunghi quasi tre metri. Chiusi in un sacco di juta, i due serpenti erano stati abbandonati lungo una strada. Salvati dai carabinieri, allertati da un passante che aveva notato quei sacchi che si muovevano, erano stati affidati alle cure del Bioparco.

 

Fonte: www.ilmessaggero.it

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