Le nuove tariffe saranno agevolate e basate sui consumi per persona. Nuove regole per i morosi: tagli della fornitura a chi non paga ma solo in determinati casi.

Cambiano di parecchio i criteri di calcolo dei consumi dell’acqua, che terranno conto del numero di occupanti della casa. Saranno agevolate le famiglie numerose, ma nella fase iniziale anche quelle con meno di tre componenti. Ci sarà anche un giro di vite per chi non paga, salvaguardando però i disagiati, ai quali la fornitura di acqua sarà garantita.

Le novità sulle bollette acqua entreranno in vigore dal 2020. Ecco come cambiano le tariffe secondo quanto stabilisce il Ticsi (Testo integrato corrispettivo servizi idrici) ed i provvedimenti dell’Arera, l’Autorità di regolazione energia, reti e ambiente.

Il Ticsi – già pronto da un anno, ma finora non entrato ancora in vigore [1] – crea una nuova struttura tariffaria che sarà uguale in tutta Italia, superando le attuali differenze territoriali e dei vari gestori. Per le utenze domestiche, ci sarà una quota fissa, indipendente dai consumi, per coprire i servizi di acquedotto e fognature ed una quota variabile dove si concentrano le maggiori novità. Viene previsto, infatti, che i consumi si calcoleranno in base ad una tariffa agevolata per le famiglie numerose: non si terrà più conto dei soli metri cubi utilizzati ma anche delle persone che abitano nella casa. L’agevolazione riguarda i volumi consumati tenendo conto che deve essere garantito un “minimo vitale” di 50 litri al giorno per ogni persona.

Intanto, dal 2020, partono anche nuove regole per la morosità [2]: la fornitura potrà essere sospesa solo quando il mancato pagamento supererà l’ammontare di un anno di consumi, calcolati con la tariffa agevolata di cui abbiamo parlato sopra, sempre che la famiglia non si trovi in uno stato di disagio economico e sociale (che dovrà essere documentato) e salvaguardando le forniture pubbliche essenziali, come ospedali e scuole. Quando si tratta di utenze condominiali, l’acqua non potrà essere staccata se l’amministratore, dopo la messa in mora, avrà pagato in unica soluzione almeno la metà dell’importo intimato. Sarà anche possibile rateizzare i pagamenti dovuti, fino a un massimo di 12 mesi.

Fonte: www.laleggepertutti.it

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