È noto ai più che il primo al mondo ad avere avuto l’idea di seppellire sottoterra il sempre più insopportabile caos che il traffico veicolare stava creando nelle città è stato il sindaco di Londra Charles Pearson, nel lontano 1860: fu lui, pare, a intuire le geniali potenzialità che avrebbe potuto sviluppare un treno lanciato a grande velocità proprio sotto quelle strade che di sopra consentivano ai veicoli (già a metà Ottocento!) di procedere a velocità risibili e insostenibili.

 

Londra inaugurò il sistema di comunicazioni che avrebbe rivoluzionato la gestione delle metropoli e le avrebbe liberate dalla morsa del traffico. Meno noto è però che la seconda città che ritenne utile dotarsi di quello strumento per modificare l’impatto di auto e pedoni sulla vivibilità generale fu la capitale dell’Ungheria, Budapest.

Che fu la prima, peraltro, a muovere i vagoni della metropolitana facendo affidamento sull’energia elettrica: un’innovazione che a sua volta rivoluzionò il sistema di progettazione e di realizzazione delle ferrovie sotterranee di tutto il mondo, fino a quel momento mosse da locomotive a vapore, con tutte le conseguenze del caso.

La linea 1 della metro, inaugurata nel 1896, è ancora oggi ampiamente preservata nel suo stato originario al punto da aver conservato persino il nome di allora, Földalatti: essa scorre lungo gran parte del viale Andràssy, la strada dello shopping della capitale magiara, ed è diventata negli anni una vera e propria attrazione turistica, al pari delle numerosissime altre che caratterizzano Budapest.

Per conoscere meglio la gestazione, la nascita e la crescita del progetto che ha dotato la città, prima fra tutte nell’Europa continentale, di una metropolitana, è possibile recarsi alla biglietteria sotterranea di Deák Ferenc tér, dove si trova il Millennium Underground Museum: lì è raccontata l’intera storia del metrò ungherese e sono esposti cimeli come le prime carrozze utilizzate lungo la linea e le divise dei manovratori e dei bigliettai.

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Negli anni la metropolitana è poi cresciuta: alla linea 1 si è aggiunta la 2, ma trovandosi negli anni della Guerra Fredda, gli ungheresi pensarono bene di approfittare dei lavori per realizzare tra le fermate Kossuth tér e Deák Ferenc tér un tunnel segreto (che oggi così segreto non è più) che servisse da bunker in caso di attacco nucleare a disposizione dei membri del Parlamento, con cui era direttamente collegato, affinché potessero fuggire il più rapidamente possibile.

Negli anni Settanta si è aggiunta anche la linea 3, altri 16 chilometri che hanno unito al groviglio sotterraneo di binari anche Pest, una volta sottopassato il Danubio.

La linea 4, ultimata nel 2014, ha completato per ora la progettazione, anche se l’idea di ampliare ulteriormente il percorso su binari è sempre all’ordine del giorno: le ultime stazioni risultano ovviamente realizzate secondo i dettami dell’architettura moderna, con grande utilizzo di cemento armato e acciaio.

Farsi un giretto in metropolitana, dunque, potrebbe trasformarsi in una sorta di percorso a ritroso nel tempo per ammirare le modalità costruttive che si sono alternate nel corso degli anni.

Un importante pezzetto di storia che merita di essere conosciuto.

Fonte: www.listooo.com

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