EDILIZIA PUBBLICA: UFFICI, SCUOLE, OSPEDALI ACCESSIBILI

L’accessibilità a sedi e uffici comunali, provinciali, regionali, statali, scolastici, sanitari, ospedalieri, socio-assistenziali, ma anche a cinema, teatri, bar, ristoranti, ambulatori, stadi, palestre, deve essere garantita a tutti i disabili.

In Italia esistono alcune leggi che garantiscono il diritto all’accessibilità in questi luoghi. Sono norme tecniche molto precise, vincolanti. 
Per quanto riguarda gli enti pubblici, ecco in ogni caso le principali:

  • Decreto del Ministero per i Beni e le attività culturali 114 del 16/05/2008.
    Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale.
  • Legge n. 41 del 28 febbraio 1986 (Legge Finanziaria 1986).
    Imponeva agli Enti Locali territoriali, allo Stato, agli Uffici periferici dello Stato, agli Enti Pubblici, di dotarsi di un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e di destinare a tal fine una quota annuale del bilancio d’esercizio;
  • D.P.R. n. 503 del 24 luglio 1996.
    Disciplina l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, con particolare riferimento all’accessibilità diretta ai servizi. Regolamenta anche le soluzioni che la pubblica amministrazione deve adottare per garantire comunque l’accesso ai servizi erogati alla popolazione;
  • Legge n. 104 del 5 febbraio 1992 (legge quadro sull’handicap).
    Alcuni commi della legge si occupano nello specifico delle barriere architettoniche, introducendo tutele in diversi campi (sanità , assistenza, scuola, formazione, lavoro, trasporti, giustizia, ecc.). In ogni caso se ne evince che le persone con disabilità in nessun caso possono essere escluse dal godimento di servizi, prestazioni e opportunità ordinariamente goduti da ogni cittadino.

L’accessibilità in Italia si fonda sulla Costituzione, ma la normativa che disciplina l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche è la Legge 13/89, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici.

Accessibilità : possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Purtroppo alcuni uffici del comune di Viterbo, nonostante abbiano alcuni accorgimenti, non sono affatto fruibili da persone con ridotta capacità motoria o sensoriale.

Una nostra amica purtroppo ci ha riportato questa triste esperienza:

Sono una normale cittadina in carrozzella, il giorno lunedì 27 maggio mi sono recata,con l’assistente domiciliare ed un’altra persona, negli uffici del Servizio Entrate Tributarie del Comune di Viterbo in via San Lorenzo, per effettuare un cambio di intestazione della bolletta della Tari.

Obbligatoriamente, dato che ancora non so volare, ho preso l’ascensore per andare al primo piano. Ho, però, sbagliato e mi sono trovata al secondo.

Convinta di essere nell’ufficio giusto, suono il campanello un paio di volte, mi viene sì aperto, ma anche, gentilmente detto, che, purtroppo, la porta non si apre del tutto da tanto tempo e che, quindi, le carrozzine non possono accedere all’ufficio.

Fortunatamente, tra tutte le disgrazie, peso poco, e i miei accompagnatori, si fanno dare una sedia, mi ci mettono sopra, chiudono la carrozzina che finalmente riesce ad entrare da quella porta dispettosa, e mi accorgo che l’ufficio non è quello giusto.

Facciamo il rewind e la signora ci informa che con l’ascensore è quasi impossibile scendere al primo piano perché spesso si blocca. Una delle persone che era con me, allora, scende a piedi, prende l’ascensore e riesce a salire.

Tutta felice per questa vittoria, salgo, ma, ahimè, si blocca e io con lui in quanto soffro di attacchi di panico con conseguente sbiancamento facciale e tachicardia. I miei amici provano a saltare, visto che a me risulta difficile e ad aprire le porte con le mani, ma niente.

Alla fine ci viene in mente di spingere il tasto non del primo piano ma quello dell’uscita, le porte si aprono ed io sono nuovamente in grado di respirare.

Non essendo riuscita, però, a fare ciò per cui era andata, ho dovuto attendere di sotto, come un cagnolino legato fuori il supermercato, il tempo necessario che è servito ai miei compagni di sventura per portare a termine la pratica.

Bau bau

Maria Antonietta Coccia

 

Noi possiamo consigliare a questa amica che, in caso di inadempienze sono diverse le opportunità per i cittadini. Oltre alle iniziative di pressione diretta nei confronti della Pubblica Amministrazione, di denuncia mediatica, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, ed alla possibilità di adire direttamente in sede giudiziale, vi sono semplici azioni da intraprendere a tutela dei propri diritti, fra le quali si consigliano:

  • ricorso al Difensore Civico, che in sede istruttoria ha la possibilità di accedere agli atti interni e individuare le inadempienze compiute;
  • scrivere al Sindaco, facendo riferimento alla Legge n.241/90, cosiddetta legge sulla trasparenza degli atti, obbligandolo pertanto ad una risposta certa, che potrà eventualmente essere utilizzata in altra sede.

Va anche tenuto conto della nutrita giurisprudenza consolidata in questi anni nei diversi gradi del nostro Ordinamento Giudiziario, sistematicamente orientata a riconoscere il disabile titolare di inviolabili diritti soggettivi perfetti, perché costituzionalmente tutelati nella loro rilevanza, fra i quali fanno spicco quelli di uguaglianza e libertà , il cui godimento non è subordinabile in nessun caso a qualsivoglia motivo di natura tecnica, economica, patrimoniale, organizzativa o simile.

Detto questo ci auguriamo che presto si prendano i giusti provvedimenti affinché non si torni a trattare questo argomento.

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