Se la Rai anticipa quel che succederà nei Palazzi, l’asse Lega-Fdi parte malino. Il partito di Salvini è rimasto scottato dalle nomine appena sfornate dall’ad Fabrizio Salini.

L’irritazione leghista, più che verso l’amministratore delegato in quota M5s, è diretta verso il consigliere di amministrazione Rai in quota Fdi, Giampaolo Rossi. Sarebbe sua la «colpa» di aver convinto Salini a scegliere due uomini di fiducia per due direzioni delle nove varate ieri. Ovvero Felice Ventura, che va alla guida delle Risorse umane e organizzazione, e poi Alessandro Zucca che va a dirigere il settore Infrastrutture immobiliari e Sedi locali. Non sono passati invece i nomi che volevano i leghisti, come quello di Massimo Ferrario alla Produzione Tv, che invece resta in capo a Roberto Cecatto «una scelta che l’ad Fabrizio Salini – riporta l’Adnkronos – avrebbe fatto per diverse ragioni, in primis quella di avere al comando della struttura che è, di fatto, il core business dell’azienda (quasi 4.000 dipendenti) un manager che la conosce già sa farla funzionare a pieno regime, considerato che i palinsesti estivi navigano ancora a vista, quelli autunnali devono cominciare ad essere abbozzati e che si tratta di una direzione che avrà responsabilità più grandi con il nuovo piano industriale». E non è andato in porto nemmeno lo sforzo leghista, coadiuvato dal presidente Rai Marcello Foa, di mantenere alla direzione Relazioni Istituzionali Fabrizio Ferragni (al centro di polemiche per aver cercato di dissuadere Fabio Fazio dall’invitare Di Maio l’altra sera, a pochi giorni dal voto). Insomma la tornata di nomine dell’area corporate Rai finisce con un due a zero di Fratelli d’Italia sulla Lega, che però è al governo.

Applaude il consigliere «meloniano» Rossi: «Un plauso al lavoro di selezione dei curricula attuato con grande accuratezza. L’ad Salini si sta muovendo sulla strada giusta per rilanciare il servizio pubblico». Borbotta invece la Lega: «Che gioco fa Fdi? Accusano noi di governare con i grillini e poi però quando ci sono le poltrone da spartire inciuciano con Salini?» si domanda un parlamentare leghista che segue il dossier Viale Mazzini. Si aggiunge l’AgCom che ha diffidato per violazione delle norme sulla par condicio il Tg2, diretto con ottimi ascolti da Gennaro Sangiuliano considerato molto vicino a Salvini. Protesta il deputato leghista Alessandro Morelli, responsabile editoria della Lega: «L’Agcom vuole imporre la camicia di forza alla libera espressione dei giornalisti». Restano in stand-by altre assunzioni filo-Lega a Unomattina. Tutto rinviato, anche in Rai, al dopo voto, quando si saprà chi comanda nel governo.

 

http://www.ilgiornale.it/news/politica/lega-fdi-scintille-sulle-poltrone-rai-1698965.html

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