Una tradizione religiosa si è trasformata in un evento che viene copiato in tutto il mondo

Polveri colorate e puro divertimento. È questo Holi, la festa dei colori celebrata in India, in Nepal, in Pakistan e in Myanmar a ridosso dell’equinozio di primavera. Il festival, nato per omaggiare un rito indiano sulla rinascita, si è trasformato un’occasione e un’esperienza speciale cui molti desiderano partecipare da tutto il mondo con l’unico scopo di divertirsi. Da festa religiosa, infatti, per molti Holi è diventato un evento dove regnano musica da discoteca e polveri colorate. Quasi un ‘format’ che viene esportato in tutto il mondo. Italia compresa, dove da anni vengono organizzate serate e addirittura corse podistiche all’insegna dei colori.

La festa dei colori si inaugura con l’accensione di un falò che prende il nome di Holika Dahan, dove Holika è il nome di un demone nelle scritture Hindu e Veda. Il giorno dopo il falò, inizia la festa con un’esplosione di colori, giochi, danze e canti. Dato che Holi è celebrato con l’avvicinarsi dell’equinozio di primavera in un giorno di plenilunio, la data della festa non è fissa ma varia ogni anno a seconda del calendario induista e di quello gregoriano. L’Holi Festival, nella tradizione indiana, si svolge il giorno della luna piena del mese Phaluga, che quest’anno è caduto tra il 20 e il 21 marzo, ed è una delle più famose celebrazioni hindu –

Osservata soprattutto in India, Nepal e nelle zone del mondo con significativi gruppi di popolazione di origini indiane, la festa dei colori ha avuto uno sviluppo anche in America del Nord e in Europa, come celebrazione della primavera, dei colori e dello scherzo.

 

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