Amici miei domani compio 46 anni di sacerdozio. 

 

Sono tanti i sentimenti e le sensazioni. Su tutti prevale il grazie. 
Per grazia di Dio sono quello che sono e la Sua misericordia mi fa nuovo ogni giorno. Grazie, Gesù, per questo dono ineffabile. È forte il tuo amore per me. 
Ogni giorno nella mia debolezza, ho sentito il Tuo invito ad amare. L’ho accolto, Signore? Non sempre, lo so! Ma Tu ridoni forza e coraggio ripetendomi ancora:
“Io ti ho scelto e chiamato. Va’ in tutto il mondo, annuncia la pace. Io sono con te!”

Dopo di noi…gli animali della foresta.
Ultimi perché da noi si muore prima e si vive di meno.
Ultimi perché non possiamo curarci se ammalati.
Ultimi perché l’acqua potabile per noi è un sogno.
Ultimi perché andare a scuola è un lusso che pochi possono permettersi.
Ultimi perché le nostre classi sono formate anche da 120 o 140 alunni.
Ultimi perché la nostra vita dipende dalla capacità di elemosinare tutti i giorni.
Ultimi perché a 8 anni i nostri bambini sono già per le strade a vendere acqua, arance, penne…
Ultimi perché non abbiamo la corrente elettrica nemmeno in capitale.
Ultimi perché anche in un immondezzaio riusciamo a trovare cose utili per sopravvivere.
Ultimi perché per essere felici ci basta la vita.
Ultimi perché ci divertiamo a giocare a pallone anche senza scarpe.
Ultimi perché la musica ce l’abbiamo dentro e ci fa danzare anche durante le preghiera.
Ultimi perché riusciamo ancora a sognare e sperare cose che mai avremo.
Ultimi perché per i nostri bambini un piatto di riso è meglio di un sacco di caramelle.
Ultimi perché tutti gli altri hanno tutto più di noi.

 

Ma quando diciamo ‘Padre nostro…’ beh, allora sentiamo di essere i primi e che la carezza di Dio prima di tutto è per noi e che il suo amore è forte e la certezza del Regno ci fa sognare.
Quando diciamo ‘Padre nostro ’ ci accorgiamo che per Qualcuno siamo i primi e sperimentiamo che è vero che la povertà è una beatitudine e che DIO è Padre e sa quanto peso possiamo portare..

Vi chiedo di stare dalla loro parte, dalla parte degli ultimi. Di compromettervi con loro. Di fare vostra la loro sofferenza e di aiutare la loro speranza.
Nelle Casa Famiglia Murialdo vivono 32 di questi ragazzi e ragazze amputati, orfani, vittime della guerra, orfani di Ebola, abbandonati; 
aiutatemi ad aiutarli.
Aiutiamoli ad andare a scuola e crearsi così un futuro dignitoso anche senza mani, senza occhi e senza gambe. 
‘Disabili, ma non inabili ‘ è il loro motto.
Diamogli fiducia e ce la faranno.
Grazie, grazie infinite, sento che voi siete in forte comunione con la mia missione,
I tell you tenki.
Don Maurizio

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