MONTEFRANCO – Chiusa in gabbia, con quattro cuccioli, e con tanto di fascia tricolore. E’ una protesta eclatante quella della sindaca di Montefranco, Rachele Taccalozzi, che sta protestando contro il sequestro di una pensione per cani che rischia di mettere a repentaglio l’adozione di quattro cuccioli che avevano trovato anche la propria famiglia.

“Non solo cani ma soldi pubblici per pagare i canili.
Non solo cani ma amici sepolti vivi.
Non solo canili ma sistema integrato per bloccare le adozioni.
I cani nei canili del territorio, salvo poche eccezioni, sono condannati all’ergastolo.
I nostri quattro cani, per i quali il comune spende 6000 euro l’anno sono stati rilasciati giovedì 7 di sera, dopo ore e ore di controlli. I cani sono stati trasferiti in una bellissima pensione, a spese del wwf, in attesa di un’adozione. Questa pensione è stata controllata sabato mattina, sabato pomeriggio, domenica mattina, domenica pomeriggio e martedì mattina. A questo punto è stata sequestrata e lo stesso destino è toccato ai nostri cani. Nessuna comunicazione ai proprietari, nessuna notifica. Sabato non ci hanno permesso di portar fuori i nostri cani. Grande amarezza nel constatare quanto interesse ci sia nel tenere i cani in canile. Il nostro comune si difende e non si lascia intimorire: 60.000 euro spesi nel 2014 – 10.000 in preventivo nel 2019 e speriamo di poter diminuire ancora. E possiamo andarne fieri e camminare a testa alta……”, ha scritto la sindaca su Facebook.

Sindaca che si è guadagnata anche la solidarietà della consigliera regionale M5S Maria Grazia Carbonari: “Piena solidarietà e massima vicinanza a Rachele Tacalozzi, sindaco di Montefranco (TR), giunta all’estremo gesto di rinchiudersi in una gabbia, con tanto di fascia Tricolore, per protestare contro chi sta bloccando l’adozione di quattro cagnolini appartenenti al suo Comune. Rachele non sta lottando solo per il benessere degli animali, ma sta da tempo affrontando con coraggio e a muso duro un intero sistema, sepolcri imbiancati e affaristi che noi stessi, da anni, cerchiamo invano di denunciare, ancora sorprendentemente senza sanzione alcuna. La misura è più che colma: a chi giova questo perverso e inefficiente meccanismo?”.

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