“Cercate dove guarda l’angelo” La lettera fa riaprire il caso Orlandi

Spunta una nuova pista sul caso di Emanuela Orlandi: la famiglia e l’avvocato hanno chiesto al Vaticano di verificare e aprire una tomba. Il loculo si trova nel cimitero teutonico. Dietro questa richiesta, c’è una lettera in cui si dice di cercare “dove guarda l’angelo”

Pochi mesi fa sembravamo vicini a una riapertura, quella sul caso di Emanuela Orlandi, che avrebbe potuto mettere fine ad anni di misteri, presunti silenzi e magari all’impegno messo in campo da chi, nonostante la scomparsa della ragazza risalga al 1983, non ha mai smesso di cercare. Ma le ossa trovate nel sottosuolo della nunziatura apostolica non sono della giovane. È stato necessario attendere l’esito degli esami, ma tutti hanno avuto conferma: quei resti non appartengono alla Orlandi.

Adesso, a distanza di qualche settimana, è spuntata una nuova e potenziale pista. Bisognerà indagare sulla tomba dei Von Hohenlohe. Il loculo si trova all’interno della cinta muraria vaticana, nel cimitero dove riposano i tedeschi. A volere un’apertura del sepolcro, quantomeno una verifica e tutti i documenti, peraltro, sono i familiari di Emanuela che, come riportato su Il Corriere della Sera, sono stati i destinatari di una indicazione. Sarà vero che bisogna guardare nella direzione indicata dalla statua dell’angelo presente nel sepolcreto? Pare che questo fosse scritto in una missiva, arrivata pure all’avvocato della famiglia Orlandi. Sarà vero che dalle parti di piazza San Pietro molti si chiedono il perché di tanta attenzione riservata, da tempo, a quel luogo? Sono le nuove domande che ruotano attorno a questo nuovo capitolo. I cittadini di Roma non hanno mai dimenticato: la questione è sentita come se la scomparsa fosse avvenuta pochi giorni fa. Il giornale citato sottolinea l’esistenza di “alcune conferme”, ma solo rispetto a quanto si dice su un possibile rapporto tra la tomba dei Von Hohenlohe e la vicenda di Emanuela Orlandi. Gli unici che possono fare chiarezza, come molti sostengono sin dal principio di questo mistero, risiedono in Vaticano.

C’è una vera e propria istanza presentata dal legale. Ieri, subito dopo l’emersione della notizia, dalla Sala Stampa hanno fatto sapere quanto segue: “Posso confermare – ha dichiarato Alessandro Gisotti, che è il direttore ad interim della Sala Stampa – che la lettera della famiglia di Emanuela Orlandi è stata ricevuta dal Cardinale Pietro Parolin e che verranno ora studiate le richieste rivolte nella lettera”. In Vaticano, insomma, hanno contezza di quella missiva e del suo contenuto.

Sorgente: www.ilgiornale.it/news/cronache/cos-pu-essere-riaperto-caso-emanuela-orlandi-1657018.html

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