Sciopero dei driver di Amazon: domani niente consegne in tutta la Lombardia

Martedì 26 febbraio i driver di Amazon fermeranno le consegne in tutta la Lombardia e andranno a manifestare con un presidio sotto gli uffici della sede italiana del colosso digitale. L’appuntamento è in piazza XXV Aprile a Milano, a partire dalle 10. Secondo quanto comunicano gli organizzatori della protesta dalle 14 è atteso anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. «Torniamo a scioperare nella filiera di Amazon per denunciare i carichi di lavoro a cui sono sottoposti i driver, che tutti i giorni consegnano i pacchi nelle case dei consumatori digitali», spiegano in una nota Filt Cgil-Fit Cisl-Uil trasporti.

Un sovraccarico di lavoro pericoloso

«I driver sono le uniche facce che chi acquista incontra del complesso sistema di distribuzione delle merci del colosso mondiale. I driver, si legge nel comunicato, rappresentano tutti gli effetti la faccia con la quale Amazon entra in contatto con i propri clienti; «eppure oggi sono quelli sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti, un numero di pacchi consegnati che arriva anche al doppio di quelli che mediamente consegna un driver». Per i sindacati si tratta di «un sovraccarico che mette a rischio la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio offerto. Le aziende in appalto per accaparrarsi qualche rotta in più spremono i dipendenti per consegnare tutto ciò che gli è stato assegnato anche quando il furgone è colmo di pacchi. Non si prendono in considerazione le condizioni meteo, la lunghezza dei tragitti, il traffico. L’importante è consegnare tutto e velocemente».

Contratti a tempo determinato e partite Iva

Durante il periodo di novembre e dicembre – denunciano i lavoratori – il numero dei dipendenti assunti per le consegne dalle aziende in appalto ad Amazon è triplicato, ma erano tutte assunzioni a tempo determinato. «Dopo il picco natalizio decine di lavoratori e lavoratrici sono rimasti a casa. Tuttavia le quote di mercato conquistate da Amazon aumentano, ma a questo incremento non ne segue un efficiente incremento del personale. Al contrario, vi è un ancora troppo diffuso utilizzo di partite Iva con un unico committente. Sembra che Amazon faccia finta di non guardare alla sua crescita e “viva alla giornata”».

L’accordo c’è, ma mancano gli strumenti per rispettarlo

I firmatari del comunicato fanno sapere che ad ottobre 2018 era stato raggiunto un accordo di filiera che uniformava il trattamento retributivo dei driver in tutta la Lombardia. Oltre a confermare l’applicazione del contratto collettivo della logistica, l’accordo prevede un limite all’orario di lavoro giornaliero che prima non veniva rispettato. «Affinché l’accordo possa essere rispettato è prevista l’installazione di timbratrici che dopo quattro mesi stiamo ancora aspettando», si lamenta.

Straordinari non retribuiti e ritardi nei pagamenti

«Persiste tutt’oggi da parte di queste aziende una resistenza sulla retribuzione dello straordinario che loro stesse pretendono dai dipendenti, continui sotterfugi per aumentare la flessibilità e nessuna risposta sulle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali», si legge ancora. «A questo possiamo aggiungere i ritardi nel pagamento degli stipendi, le buste paga costantemente sbagliate, le franchigie per i danni ai mezzi utilizzate come strumento di autofinanziamento aziendale, la difficoltà delle aziende a stare dentro le regole».

Le richieste di Filt Cgil-Fit Cisl-Uil trasporti

Filt Cgil-Fit Cisl-Uil trasporti chiedono quindi «un intervento responsabile ad Amazon sulla filiera che viene frammentata sempre di più e un piano concreto sul carico di lavoro e sulle assunzioni per redistribuire le consegne, aumentare la qualità e costruire lavoro stabile. Perché se il futuro sarà digitale e smaterializzato le persone continueranno ad essere un valore».

 

Sorgente: https://www.corriere.it/tecnologia/19_febbraio_25/amazon-sciopero-consegne-lombardia-martedi-26-febbraio-driver-1a29518a-3912-11e9-8f77-d31ec271a736.shtml

 

 

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