S’è spento a sole 52 primavere Gianluca Cherubini. Un peggioramento improvviso, che ha lasciato sgomente le persone più strette, in quella Roma che oggi l’ha salutato per l’ultima volta alla Chiesa di Santa Maria Addolorata.
La storia di un ex calciatore bocciato troppo presto dalla Roma. Parliamo dei primi anni novanta, stessa generazione Totti, all’epoca giovane cavallo rampante debuttante in prima squadra. Ripartì dalla Reggiana, dove collezionò 164 presenze diventandone colonna e capitano, prima di avviarsi sul viale del tramonto nelle serie minori.
Nel 2006 fu addirittura vittima di un aneurisma celebrale in campo: 12 giorni in coma. Nel 2010, a fine carriera, un incidente a 220 km/h, che lo vide miracolosamente salvo: era solo l’inizio di un percorso di vita spericolato e che sfocerà ben presto in cronaca nera.
Perché nel 2014 fu arrestato trovato in possesso di una pistola rubata a Ponte di Nona; nel 2015, sempre a Roma, fu tra i 18 arrestati per organizzazione criminale e spaccio di droga internazionale, con l’accusa di estorsione e riciclaggio, sull’asse olandese.
Fino ai giorni d’oggi. Da anni in dialisi, era in attesa di trapianto di rene. Viveva a Roma ancora con sua madre, prima del peggioramento improvviso, quello che gli risultò fatale.


