Ricercatori britannici hanno individuato una combinazione di due farmaci già noti che agisce sui punti vitali delle cellule tumorali della prostata, rallentandone la crescita e favorendone la morte, anche nei casi più difficili da trattare
17 Ottobre 2025
Una scoperta inglese potrebbe rivoluzionare la cura del tumore alla prostata in fase avanzata. Gli scienziati dell’Institute of Cancer Research di Londra hanno individuato una doppia terapia farmacologica capace di rallentare la crescita delle cellule tumorali e favorirne la morte, anche nei casi più resistenti ai trattamenti ormonali tradizionali.
Il nuovo approccio combina fadraciclib, un farmaco che agisce sul gene MCL1, con ipatasertib o capivasertib, molecole in grado di bloccare AKT, una proteina che favorisce la crescita del tumore. Entrambi i bersagli — MCL1 e AKT — svolgono un ruolo cruciale nei tumori della prostata che hanno perso il gene PTEN o presentano un’attivazione della via PI3K, condizioni che rendono la malattia più aggressiva e difficile da trattare.
Quando i due farmaci vengono


