Le truffe agli anziani sono sempre più frequenti perché sono proprio le persone più in là negli anni a trascorrere più tempo in casa, ma anche perché spesso conservano all’interno dell’abitazione somme di denaro in contanti o oggetti preziosi. I truffatori possono essere uomini o donne e presentarsi da soli o in coppia. In genere, sono eleganti, cordiali e rassicuranti ma, soprattutto, hanno una caratteristica specifica: parlano molto allo scopo di confondere. Spesso fingono di essere stati mandati da un parente o da un conoscente, altre volte possono presentarsi presso le abitazioni in tuta da lavoro, in uniforme e mostrare un tesserino, fingersi appartenenti alle forze dell’ordine oppure possono fermare il malcapitato di turno per strada offrendosi di accompagnarlo alla posta o in banca con l’unico intento di reperire informazioni utili.
Questo l’identikit dei truffatori che sempre più spesso prendono di mira le persone anziane e non solo. Ma come capire chi ha davvero buone intenzioni e chi invece sta commettendo un reato? Proprio per questo motivo, nel pomeriggio di ieri, 17 novembre, alle 15,30 nella sede dell’associazione “Spazio supporto donna” a Oriolo Romano,

