TEHERAN – Nuova escalation di tensione tra Iran e Stati Uniti, con Teheran che ha annunciato la chiusura dello strategico Stretto di Hormuz in risposta al blocco imposto da Washington. Una decisione che riaccende i timori sulla stabilità di una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
Nonostante l’annuncio, l’Iran ha comunicato una riapertura parziale del proprio spazio aereo, mentre nelle stesse ore alcune petroliere avevano già ripreso il transito nello stretto. La situazione resta comunque altamente instabile, con diverse criticità ancora aperte, in particolare per quanto riguarda l’operatività dei porti iraniani.
Dal canto loro, gli Stati Uniti mantengono una linea rigida, confermando il blocco marittimo in assenza di un accordo con Teheran. Sullo sfondo si inseriscono anche le tensioni con Israele: secondo media americani, il premier Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sarebbero rimasti “scioccati” da un recente post del presidente Donald Trump, nel quale si afferma che Washington avrebbe impedito a Israele di condurre attacchi in Libano. Da Tel Aviv sarebbe partita una richiesta di chiarimenti alla Casa Bianca.
Intanto, i canali diplomatici tra Iran e Stati Uniti sembrano essersi nuovamente interrotti. Teheran, infatti, non avrebbe dato disponibilità a un nuovo ciclo di colloqui dopo il primo incontro svoltosi a Islamabad la scorsa settimana.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim, vicina alla Guardia Rivoluzionaria, la decisione sarebbe legata proprio all’annuncio del blocco marittimo da parte di Trump e alle “richieste eccessive” avanzate dagli Stati Uniti sia durante i negoziati sia nei successivi contatti diplomatici.
Il quadro resta dunque in continua evoluzione, con il rischio di nuove ripercussioni sul piano geopolitico ed economico globale.


