Tappi di plastica che non si staccano? Un passo avanti per l’ambiente

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Il tappo non si stacca dalla bottiglia di plastica? Non è un difetto di fabbricazione, ma un buon segno! Molte aziende stanno, infatti, accelerando i tempi sulla direttiva europea che, dal luglio 2024, renderà obbligatori i tappini ethered (legati) per contrastare l’inquinamento da microplastiche. I tappi di plastica sono, infatti, tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge europee.

Combattere i 10 imballaggi e prodotti più inquinanti

La direttiva Sup dell’Unione europea, approvata nel 2019, ha come obiettivo quello di prevenire e contrastare i rifiuti marini e, rispetto alla legislazione Ue già esistente, stabilisce norme più severe per imballaggi e prodotti che rientrano, appunto, in queta lista dei 10 più inquinanti. Così dal 2021 ci siamo già abituati a dire addio ai prodotti in plastica usa e getta per i quali esistono alternative in commercio come, ad esempio, posate e bicchieri di plastica monouso o le cannucce di plastica.

Massima attenzione alle microplastiche

D’altronde il problema della plastica e delle microplastiche è davvero serio: vari studi hanno osservato che per ogni rottura della plastica si dà vita a una “pioggia di microplastiche” che non vediamo ad occhio nudo. In particolare, i ricercatori hanno calcolato che per ogni 3 metri di plastica che si rompe vengono rilasciati dai 10 ai 30 nanogrammi di frammenti di microplastica (di pochi nanometri).

Molte aziende anticipano i tempi

Quindi, seppur consapevoli che bere dal rubinetto e utilizzare borracce resta il comportamento più responsabile, ben vengano tutti gli accorgimenti possibili come, appunto, il tappo “Twist&Drink” e che tanto vale iniziare subito e non aspettare il 2024.

Così hanno pesato molte aziende, tra cui Coca Cola (che ha anche tappi riciclabili al 100% da molti anni) e il Gruppo Acqua Minerale San Benedetto: «Si tratta di una novità sostenibile studiata dal reparto ricerca e sviluppo interno all’azienda con cui abbiamo anticipato la direttiva europea 2019/904 che richiede l’obbligo del tappo attaccato alla bottiglia a partire dal 2024. Siamo orgogliosi di aver introdotto questa innovazione che eviterà la dispersione dei tappi nell’ambiente agevolandone il riciclo», ha detto Enrico Zoppas, presidente e amministratore delegato del Gruppo Acqua Minerale San Benedetto. È l’etichetta stessa, tramite Qr code, a spiegare al consumatore il perché del nuovo tappino. Stesso discorso per Sanpellegrino che da tempo sta investendo in strategie e politiche aziendali tese alla riduzione dell’impatto ambientale, allo sviluppo sociale ed economico, orientata alla creazione di valore condiviso.

Sicuramente la strada da fare è ancora tanta perché i consumatori siano sempre più attenti e consapevoli, ma di certo un passo in più (e subito) non guasta.

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