Il Voyager 2 rivela segreti unici sulla magnetosfera di Urano, sollevando domande sulla vita potenziale. Nuove prospettive sull'unicità del pianeta e delle sue lune ghiacciate.
Le galassie nane hanno giocato un ruolo cruciale nell'illuminare l'Universo primordiale, come rivelato dai dati dei telescopi spaziali Hubble e James Webb. Queste piccole galassie emettevano fotoni ionizzanti che hanno contribuito a trasformare l'idrogeno neutro in plasma, un processo fondamentale per la reionizzazione cosmica. Grazie all'osservazione dell'ammasso di galassie Abell 2744, i ricercatori hanno scoperto che le galassie nane erano più numerose e più luminose di quanto previsto, producendo una quantità di radiazioni sufficienti per completare la reionizzazione dell'Universo. Questo studio offre nuove intuizioni sull'evoluzione dell'Universo e sulle origini della luce cosmica.
Giove, il gigante gassoso del nostro sistema solare, non ha una superficie solida su cui posarsi, come la Terra. Ma se non c’è un terreno solido, come può restare unito un pianeta così enorme? Come funziona il suo interno e cosa c’è sotto la sua spessa atmosfera? Giove: il gigante gassoso del Sistema Solare Giove […]
Un team composto da padre e figlia Ken e Keli Chaffin, ha decodificato un messaggio “alieno” dopo vari tentativi fallimentari degli esperti. In realtà si trattava di un segnale inviato dall’ExoMars Trace Gas Orbiter dell’ESA. Il messaggio fa parte del progetto “A Sign in Space”, è stato estratto dai dati grezzi in dieci giorni, ma […]
Gli scienziati individuano un segnale alieno intrigante, ma successive analisi smentiscono l'origine extraterrestre. Nuove promettenti firme alimentano la speranza di una scoperta aliena.
Uno studio recente condotto dalla NASA e dall’Università dell’Arizona ha rivelato la presenza di uno strato di melma a bassa viscosità sotto il mantello della Luna. Questo strato, influenzato dalla gravità della Terra e del Sole, si comporta in modo simile alle maree oceaniche, con movimenti di salita e discesa. I ricercatori, utilizzando dati provenienti dal Gravity Recovery and Interior Laboratory e dal Lunar Reconnaissance Orbiter, hanno documentato per la prima volta i cambiamenti di marea sulla Luna. La scoperta solleva domande sulla composizione e la formazione di questo strato, suggerendo che potrebbero esserci processi geologici attivi che ne mantengono la fluidità. Queste ricerche potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione della geologia lunare e del suo stato termico.
Non poteva che finire così, comunque. Perché Re Jannik è semplicemente di un'altra categoria, rispetto a tutti. E senza Alcaraz, da strafavorito, continua a...
ROMA - Una scoperta che ha scosso profondamente la comunità di Cerveteri, in provincia di Roma. Sette cuccioli di pastore maremmano sono stati trovati abbandonati all’interno di...