La mindfulness, pratica di meditazione buddista ormai popolare come rimedio per lo stress e il benessere mentale, sta mostrando anche il suo lato oscuro: recenti studi rivelano che una parte significativa dei praticanti può sperimentare effetti collaterali come ansia, depressione e sintomi dissociativi. Sebbene i benefici della mindfulness siano ampiamente pubblicizzati, emerge una mancanza di trasparenza sui suoi possibili rischi. Alcuni esperti sottolineano l'urgenza di informare adeguatamente il pubblico e suggeriscono maggiore cautela, soprattutto nell'utilizzo della mindfulness in contesti terapeutici e clinici.
Un gruppo internazionale di ricercatori ha generato per la prima volta la corrente chirale, un flusso ordinato di elettroni con spin unificato. Questo fenomeno, teorizzato ma mai realizzato prima, è stato osservato dal team guidato da Federico Mazzola al Sincrotrone Elettra di Trieste. La corrente chirale apre nuove possibilità applicative nelle tecnologie quantistiche, nella biomedicina e nelle energie rinnovabili, ma sono ancora in fase di esplorazione gli ambiti concreti in cui potrebbe essere sfruttata.
I pitoni birmani possono aprire la bocca più ampiamente del previsto, ingoiando prede enormi come coccodrilli e cervi. La ricerca svela un potenziale distruttivo maggiore di quanto immaginato.
Uno studio rivoluzionario esplora le esperienze di pre-morte dei sopravvissuti agli arresti cardiaci, rivelando temi cognitivi sorprendenti e suggerendo una possibile attività cosciente nel cervello morente.
Un team di ricercatori guidato dal climatologo Sandro Vattioni di Zurigo, ha esaminato l’uso di nanoparticelle di diamante come potenziale soluzione, per il raffreddamento globale. I risultati, suggeriscono che queste particelle, dal valore di centinaia di migliaia di dollari, potrebbero rimanere sospesa a lungo nell’atmosfera rispetto ad altri materiali, evitando problematiche come l’accumulo di calore […]
Gli scienziati hanno sviluppato diverse teorie sull'origine della vita, con alcune che suggeriscono che i virus siano apparsi prima dei batteri. La vita sulla Terra è comparsa circa 4 miliardi di anni fa, e i reperti più antichi, come i cianobatteri, risalgono a circa 3,4 miliardi di anni. Kenneth Noll, professore emerito di microbiologia, spiega che, secondo l'ipotesi del mondo a RNA, la vita potrebbe essere iniziata con una molecola di RNA capace di autoreplicarsi, da cui si sarebbero evoluti i virus. Altri studiosi sostengono che i virus si siano sviluppati da batteri o archei che hanno perso complessità. La risposta definitiva su quale organismo sia nato per primo potrebbe arrivare da future esplorazioni spaziali, che potrebbero rivelare processi simili a quelli della Terra primordiale.
Col pesantissimo successo del Lecce a Pisa, che consente ai salentini di staccare in chiave duello salvezza a distanza la Cremonese ora sotto quattro...
Non c'è stata storia. Nemmeno in semifinale. Jannik Sinner ha rispettato ancora i pronostici ed ha raggiunto l'ennesima finale di un 2026 letteralmente straordinario...