Un team di antropologi ha scoperto una città Maya perduta, chiamata Valeriana, nella giungla della penisola dello Yucatán, in Messico. Utilizzando dati di telerilevamento, i ricercatori hanno identificato oltre 6.700 strutture nascoste, rivelando un vasto insediamento con templi piramidali e complessi urbani che rivaleggiano con quelli di Chichén Itzá, Río Bec e Tikal. Questa scoperta sottolinea che ampie aree delle pianure Maya centrali erano densamente popolate, sfidando le precedenti concezioni sulla distribuzione degli insediamenti Maya. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Antiquity.
Uno studio sulla popolazione tibetana rivela adattamenti unici che permettono di vivere ad alta quota, dove l’ossigeno è scarso. Tratti come livelli equilibrati di emoglobina e un’efficiente distribuzione di ossigeno mostrano l’evoluzione umana in risposta a condizioni ambientali estreme, illustrando il ruolo della selezione naturale.
L’umorismo ha sempre avuto un ruolo importante ed universale. Tuttavia, non tutte le battute riescono a sopravvivere alla prova della traduzione. Un esempio emblematico è una delle barzellette più antiche del mondo, scritta dai Sumeri circa 4.000 anni fa e considerata la prima battuta da bar mai concepita dagli esseri umani. Secondo la barzelletta: “Un […]
Scoperta in Francia di uno scheletro neandertaliano unico, Thorin, che rivela una divergenza genetica significativa e 50.000 anni di isolamento.
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Non poteva che finire così, comunque. Perché Re Jannik è semplicemente di un'altra categoria, rispetto a tutti. E senza Alcaraz, da strafavorito, continua a...
ROMA - Una scoperta che ha scosso profondamente la comunità di Cerveteri, in provincia di Roma. Sette cuccioli di pastore maremmano sono stati trovati abbandonati all’interno di...