Non solo Italia, chiaramente. Sebben tutte le pressioni ma soprattutto le attenzioni mediaticamente più prestigiose vertevano in Bosnia, per il rischio d’ennesima eliminazione poi puntualmente fioccata di una nobile decadute. L’ultima notte di calcio internazionale ha regalato gli ultimi biglietti direzione America per completare il puzzle delle 48 regine finaliste dell’edizione iridata 2026.
L’ultima notte ha dipinto l’eliminazione della stessa Danimarca, altra storica realtà che comunque alle fase finali va sempre, pur senza poi magari recitar ruolo di primordine: ancora rigorata vincente per la Repubblica Ceca, delirio a Praga. Grande festa pure in Svezia: la rivincita di Potter post delusioni in Premier, 3-2 mozzafiato sulla Polonia, decide Gyokeres all’ultimo respiro. Lacrime per Lewa, sfuma quello che forse anche per lui sarebbe stato l’ultimo Mondiale della sua era.
Festa grande anche in Turchia. Montella, l’unico italiano trionfante della serata di ieri. Colpo grosso e resistenza in Kosovo: fuochi d’artificio ad Istanbul e feste sfrenate fino a tarda notte, la Turchia torna alla fase finale di un Mondiale 24 anni dopo l’ultima volta, pensate, dai tempi di Corea e Giappone 2002.
Non solo Uefa, però. Nella notte anche spareggi intercontinentali per gli ultimi due posti: esulta l’eroico Iraq, 40 anni dopo l’ultima volta, battendo 2-1 la Bolivia. Prima storica volta della Repubblica Democratica del Congo, che in Messico ha battuto 1-0 la Giamaica. Insomma, c’è stato tanto. Ed altrettanto ci sarà. Sì, ma non l’Italia.


