In attesa del bilancio semestrale che sarà pubblicato il 25 luglio e che non promette nulla di buono, la nuova Stellantis di Antonio Filosa inizia a razionalizzare i costi per tamponare la crisi che sta travolgendo il settore auto in Europa. Va letta soprattutto in quest’ottica la rinuncia del gruppo al programma di sviluppo della tecnologia a celle a combustibile alimentate a idrogeno, annunciata proprio oggi, che in termini pratici comporta lo stop alla produzione in serie dei furgoni Pro One alimentati a idrogeno negli stabilimenti di Hordain in Francia e di Gliwice in Polonia. La ragione dell’addio all’idrogeno da parte di Stellantis è molto chiara: questo mercato non mostra prospettive di sviluppo nel medio termine. Se ne riparlerà, forse, dopo il 2030.
STELLANTIS, STOP ALL’IDROGENO: ECCO PERCHÉ
Per giustificare la scelta di interrompere, almeno fino alla fine del decennio, il programma di sviluppo dei veicoli commerciali leggeri alimentati a idrogeno, Stellantis ha individuato tra cause principali:
limitata disponibilità di infrastrutture per il rifornimento di idrogeno; elevati requisiti di capitale; necessità di maggiori incentivi all’acquisto da parte dei consumatori.


