Nelle “Città 30” come Bologna il traffico si paralizza davvero e si inquina di più? Smontiamo le principali fake news sul dibattuto modello di mobilità (che è già stato testato con risultati soddisfacenti a Londra e Bruxelles)
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Dallo sscorso 16 gennaio su gran parte delle strade bolognesi non è più possibile per legge superare il limite di velocità di 30 km/h. Gli obiettivi di questa svolta sono molteplici: promuovere la mobilità sostenibile, migliorare la sicurezza stradale riducendo il rischio di incidenti e combattere l’inquinamento, rendendo la città di Bologna più vivibile.
La novità, però, ha creato non poche spaccature fra i cittadini e polemiche anche a livello istituzionale. A criticare la strategia è stato anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che di recente ha proposto un decreto per per limitare l’utilizzo degli autovelox nel comune.
Nelle ultime ore stanno circolando fin troppe fake news che affossano il modello delle città 30. C’è, ad esempio, chi sostiene che paralizzerebbero il traffico e che farebbero aumentare lo smog. In realtà, questa strategia sta portando


