Senza il forse, il momento più delicato dell’Allegri 2.0 a Milanello. Tante cose adesso non quadrano più. La squadra esprime poco, il cambio modulo non ha dato risposte sperate. Principi troppo basici, l’insidia Udinese diventa ben presto incubo e clamoroso 0-3 friulano a San Siro. Fischi su fischi, soprattutto su Leao, indolente e continuo soltanto nell’insufficienza, forse giunto alla fine della sua era rossonera.
Il Milan è crollato. Tre sconfitte nelle ultime quattro, quella di ieri conseguenza della fine del sogno tricolore a Napoli. Lenta, compassata, sfilacciata. Piovono critiche, lecite, anche a Max Allegri. Ancora in piena linea con l’obiettivo che ha sempre decantato, la qualificazione in Champions, ma adesso col serio rischio di venir risucchiato nella corsa da Juve, Como e Roma.
La squadra, forse viziata, ha giocato senza stimoli. Senza più stimoli Scudetto, che questa sia una sveglia al ritorno nel pane quotidiano. Anche perché la classifica non aspetta. Ma senz’altro qualcosa il prossimo anno va aggiustato. Allegri ha restituito normalità e principi da mentalità vincente ad un club divorato dall’inadeguatezza dei suoi dirigenti, per anni. Ma il prossimo anno non basta, non basterà più. Perché tecnicamente c’è stato poco, troppo poco. Crisi Milan.


