Le ripetizioni private non rappresentano un’alternativa all’insegnamento scolastico, ma per molti docenti costituiscono un’opportunità per continuare a insegnare al di fuori dell’orario e dell’organizzazione della scuola.
Secondo un’indagine interna condotta da LeTueLezioni, piattaforma italiana di lezioni private del gruppo GoStudent, quasi un tutor su tre, pari al 35%, insegna o ha insegnato in passato nella scuola pubblica. La ricerca ha raccolto 900 risposte da tutor attivi sulla piattaforma.
Tra gli insegnanti attualmente in servizio nella scuola statale che svolgono anche lezioni private, il 92% considera il tutoring un’attività secondaria, mentre per l’8% rappresenta l’occupazione principale.
Tutor con una formazione elevata
Il livello di istruzione risulta particolarmente alto tra i tutor con esperienza nella scuola pubblica. L’85% di quelli attualmente in servizio possiede una laurea magistrale, un master o un dottorato. La percentuale scende al 71% tra coloro che hanno insegnato in passato.
Tra i tutor che non hanno mai lavorato nella scuola pubblica, invece, la quota di chi possiede un titolo di studio avanzato si ferma al 36%. Considerando l’intero campione, il 53% dei tutor presenti sulla piattaforma ha conseguito una laurea magistrale, un master o un dottorato.
Il 93% degli intervistati dichiara inoltre di avere una formazione totalmente o parzialmente coerente con la materia insegnata. Tra i tutor in possesso di una laurea magistrale, di un master o di un dottorato, la corrispondenza completa tra percorso formativo e disciplina insegnata raggiunge il 76%.
Perché i docenti scelgono le lezioni private
I dati mostrano che la comunità dei tutor è composta in larga parte da professionisti che affiancano le lezioni private a un’altra attività lavorativa. Tra loro figurano numerosi docenti ed ex docenti, soprattutto provenienti dalla scuola pubblica.
Per il 31% di questi insegnanti, la principale motivazione è la possibilità di lavorare individualmente con uno studente e seguirne da vicino i progressi, concreti e misurabili. Il 29% indica invece il desiderio di continuare a insegnare con maggiore flessibilità, senza dover seguire un calendario scolastico fisso.
Per il 16% degli intervistati, le ripetizioni sono iniziate come un’attività informale e si sono trasformate in un impegno regolare. Un ulteriore 12% apprezza invece la possibilità di applicare un metodo didattico personale.
Considerando tutti i tutor della piattaforma, indipendentemente dall’eventuale esperienza nella scuola pubblica, il 75% svolge le lezioni private come attività secondaria, mentre per il 25% il tutoring costituisce l’occupazione principale.
Le materie più richieste
Il rapporto tra insegnamento scolastico e ripetizioni private emerge anche dall’analisi delle discipline più richieste dagli studenti. Tra i tutor di matematica, il 30% insegna o ha insegnato nella scuola pubblica. La percentuale sale al 37% tra i tutor di inglese.
Per quanto riguarda il rapporto tra richieste e disponibilità di tutor, nei mesi di giugno e luglio 2026 la fisica è risultata la materia con la maggiore domanda: quasi nove richieste per ogni tutor iscritto. Seguono economia, con circa sette richieste per tutor, e greco, con poco più di sei.
La matematica, pur rimanendo la disciplina più richiesta in termini assoluti, è tra quelle maggiormente coperte rispetto al numero di tutor disponibili, con circa tre richieste per ciascun insegnante.
La distribuzione geografica
Anche la distribuzione territoriale dei tutor riflette quella della domanda di lezioni private. La Lombardia, con il 21% del campione, è la regione più rappresentata nell’indagine, seguita dal Lazio (15%) e dal Piemonte (10%).
Si tratta delle tre regioni che concentrano anche il maggior numero di richieste di ripetizioni private in Italia.

