Ransomware, il decalogo per una difesa adeguata: serve un nuovo approccio

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Ransomware, il decalogo per una difesa adeguata: serve un nuovo approccio – Agenda Digitale

sicurezza informatica

L’approccio alla protezione contro il ransomware incentrato sui dati deve essere costruito dall’interno del sistema secondo i principi della fiducia zero. Non basta dunque affidarsi a protezione perimetrale e a regolari backup.

01 Nov 2022

Le aziende colpite da attacchi ransomware cercano di difendersi principalmente in due modi: utilizzando la protezione perimetrale della rete e mantenendo regolari backup, in modo da poter recuperare dati e utenti colpiti. Purtroppo, come dimostrano i numeri, questi meccanismi di difesa tradizionali non sono sufficienti.

Come affrontare i ransomware 2022: il rapporto Enisa

La difesa contro i ransomware: protezione perimetrale e backup

La protezione perimetrale è un meccanismo di difesa che impiega software anti-ransomware in grado di riconoscere il programma malevolo prima che entri nella rete e la infetti. Il suo scopo è quello di bloccare tutte le vie di accesso, ma esistono ancora modi per aggirare queste difese. I perimetri della rete hanno punti deboli che possono essere violati: uno dei motivi che rende la protezione perimetrale così complicata è la gamma di tecniche utilizzate per infettare i dispositivi con questo tipo di malware. Questo tipo di soluzione, inoltre, risulta essere totalmente inutile contro le minacce che possono trovarsi già all’interno del sistema, e in attesa di essere attivate, visto che si concentra sulle intrusioni esterne.

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Il backup, invece, è l’ultima linea di difesa nelle situazioni in cui ci si trova colpiti da un ransomware. Quando si subisce un attacco, e questo riesce a superare la protezione, con i dati che diventano così inaccessibili, una copia di backup aggiornata può consentire il recupero e il ripristino dei sistemi. Sfortunatamente, anche chi pianifica gli attacchi ransomware sa che i backup sono il modo migliore per superare il blocco. Infatti, c’è un punto debole nell’affidarsi a backup come unica difesa anti-ransomware: i metodi di backup non hanno nessuna consapevolezza di ciò che sta accadendo all’interno del sistema. I più recenti programmi ransomware sanno che è fondamentale bloccare i dati di backup oltre a quelli primari. Il vero attacco, infatti, potrebbe non avere luogo finché i backup non sono stati neutralizzati.

Secondo le previsioni di IDC la mole di dati crescerà

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