Venduta in Nigeria, finisce in un centro migranti di Viterbo e fa scoprire un’organizzazione internazionale di trafficanti di uomini. Lo scrive il Messaggero di Viterbo, che ricostruisce la vicenda e riporta che dalle indagini è scaturita una richiesta di rinvio a giudizio per sei uomini e una donna, accusati a vario titolo di riduzione in schiavitù, tratta di esseri uomini, sfruttamento della prostituzione ed estorsione.
Le indagini scattano a inizio 2017 quando la ragazza, 23 anni, accolta nel centro migranti di Viterbo che era in via Emilio Bianchi, racconta a una mediatrice culturale la sua triste e difficile storia e che da mesi viene minacciata dai suoi aguzzi. Il tutto viene poi reso anche davanti ai poliziotti della questura di Viterbo.
“La storia della vittima – scrive la giornalista Maria Letizia Riganelli – inizia a settembre del 2016 quando, con la promessa di un lavoro come parrucchiera, si affida a un gruppo di trafficanti. Dalla Nigeria parte alla volta del Niger. Dopo varie peripezie arriva in Libia e viene chiusa e privata della libertà in una connection house”. Poi “viene

