L’annuncio dell’Unione Europea di imporre dazi che possono arrivare fino al 48% sulle auto importate dalla Cina ha scatenato una forte reazione nel settore automobilistico. Le prime a chiedere una revisione della misura sono proprio le Case automobilistiche preoccupate dalla ripercussione che avrà nei rapporti commerciali con i partner cinesi. Se inizialmente si pensava che a farne le spese sarebbero stati principalmente i brand di auto premium, la verità è che sono molte di più le auto prodotte in Cina su cui pendono i dazi UE.
L’OBIETTIVO DEI DAZI UE CONTRO LA CINA
I nuovi dazi che possono arrivare fino al 38,1% che si sommano a quelli già esistenti per i veicoli importati dalla Cina, mirano a livellare il campo di gioco per i produttori europei. La misura è vista come un tentativo di contrastare quella che viene percepita come concorrenza sleale da parte dei produttori cinesi, fortemente supportati dal governo di Pechino.
Alle Case auto cinesi è stata mossa l’accusa di aver beneficiato di sussidi statali significativi che hanno permesso di mantenere bassi i costi di produzione e, di


