PFAS nell’acqua potabile, l’Italia rinvia l’entrata in vigore dei nuovi limiti: 6 mesi in più alle aziende per adeguarsi

Gennaio 2026 avrebbe dovuto segnare una svolta nella tutela della qualità dell’acqua che beviamo ogni giorno. Invece, per l’Italia, c’è un rinvio. Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), il nostro Paese ha infatti introdotto una proroga di sei mesi per l’entrata in vigore dei nuovi limiti più stringenti sui PFAS...

L’Italia rinvia di sei mesi l’applicazione dei nuovi limiti europei sui PFAS nell’acqua potabile, mentre la contaminazione resta diffusa e documentata

Francesca Biagioli

19 Gennaio 2026

Gennaio 2026 avrebbe dovuto segnare una svolta nella tutela della qualità dell’acqua che beviamo ogni giorno. Invece, per l’Italia, c’è un rinvio. Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), il nostro Paese ha infatti introdotto una proroga di sei mesi per l’entrata in vigore dei nuovi limiti più stringenti sui PFAS nelle acque potabili. L’obbligo, inizialmente previsto per il 12 gennaio 2026, slitta così a luglio 2026.

Parliamo ancora una volta delle cosiddette “sostanze chimiche eterne”, composti perfluoroalchilici e polifluoroalchilici che persistono nell’ambiente per decenni e si accumulano nel nostro organismo, con effetti potenzialmente devastanti, sono infatti interferenti endocrini e probabili cancerogeni riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

Cosa prevedono i


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