L’8 marzo non è solo doni e auguri, ma anche storie, riflessioni e desideri che ispirano impegno verso la parità di genere. Azzurra Rinaldi, Valentina Melis, Teresa Cinque ed Ella Marciello ci invitano a superare stereotipi e discriminazioni, ricordandoci che il vero cambiamento si costruisce ogni giorno
@Canva
L’8 marzo è arrivato e, con lui, come ogni anno, anche qualche sospiro. Quello di chi celebra la “festa della donna” con mimose e cioccolatini, quello di chi si indigna perché la “Giornata internazionale dei diritti delle donne” dovrebbe essere l’occasione per ricordare i traguardi raggiunti, ma soprattutto per rilanciare la posta e accelerare l’azione verso una piena e autentica uguaglianza di genere. Quello di chi, infine, la ignora completamente.
Qual è allora il messaggio che l’8 marzo porta con sé? Non la celebrazione del “sesso debole” né della femminilità. Più semplicemente, la necessità di cambiamenti concreti.
Ci serve l’8 marzo perché quando i diritti umani fondamentali sono ancora condizionati dal genere in ogni angolo del Pianeta, abbiamo bisogno di un giorno che rinnovi l’impegno collettivo per l’uguaglianza, renda


