Nel gelo balcanico, fortino incandescente. Stasera niente Sarajevo, è Zenica. Sarà il Bilino Pojle l’arena che decreterà i destini Mondiali dell’Italia di Gattuso. Siamo arrivati, la notte decisiva: dentro o fuori, stasera Bosnia-Italia. Dalla finalissima playoff uscirà una delle ultime qualificate ai Mondiali d’America, scopriremo se sarà stregata dopo 12 anni la maledizione o sarà inesorabilmente destinata a proseguire.
Nonostante le parole al miele di Dzeko per il Bel Paese, stasera tutta una popolazione sosterrà i bosniaci assetati di sangue calcistico: 15000 biglietti andati a ruba sugli spalti, un catino che mette timore vista l’importanza della posta in palio, addirittura gente che affitta appartamenti e palazzi per sostenere dai propri balconi.
La Bosnia è una squadra difensiva, compatta, lenta. Che ti lascia la sfera ma ti chiude i varchi, ti ringhia su ogni seconda palla, ed affida alla qualità dei propri singoli le sortite offensive. Come le palle inattive e quell’intramontabile Dzeko, ne sa qualcosa il Galles.
L’Italia risponde confermando in blocco il 352 di Bergamo: ancora Retegui favorito su Pio Esposito malgrado stampa e manovra, ancora la qualità dello stesso Politano più della corsa di Palestra a destra. Gattuso non cambia e va dritto, va così nella tana di Zenica.


