NAPOLI – Entrano nel vivo le indagini sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre. Sono in programma oggi, 28 aprile, gli accertamenti tecnici disposti nell’ambito dell’incidente probatorio sui due cuori del piccolo: quello trapiantato e quello originario, ora incluso tra i reperti su decisione del giudice.
Il gip di Napoli, Mariano Sorrentino, ha infatti accolto la richiesta avanzata dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, disponendo che anche il cuore malato del bambino venga sottoposto ad analisi. Gli esami riguarderanno inoltre il cuore trapiantato, che – secondo quanto emerso – sarebbe stato esposto a temperature molto basse durante il trasporto da Bolzano a Napoli, elemento ritenuto rilevante ai fini dell’inchiesta.
Le verifiche si svolgono presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, alla presenza del collegio di periti nominati dal giudice, dei consulenti della famiglia e dei sette medici attualmente indagati. Oltre al medico legale Luca Scognamiglio, potrebbero partecipare da remoto anche altri specialisti indicati dalla famiglia, tra cui esperti in cardiochirurgia, anatomia patologica e anestesia.
Nel frattempo prosegue l’attività investigativa della Procura di Napoli. L’8 maggio è fissato un nuovo ciclo di interrogatori preventivi nell’ambito del procedimento. Nei giorni precedenti alla Pasqua erano già stati ascoltati il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni, indagati per l’ipotesi di falso legata alla presunta modifica della cartella clinica del bambino.
Gli sviluppi più recenti includono anche nuove audizioni di personale sanitario presente durante l’intervento e l’acquisizione di ulteriori elementi, tra cui un video registrato in sala operatoria. Materiale che potrebbe contribuire a chiarire eventuali responsabilità e a ricostruire con precisione quanto accaduto durante e dopo il trapianto.


