ROMA – È atteso nelle prossime ore in Consiglio dei ministri il nuovo decreto lavoro, provvedimento simbolicamente collegato alla vigilia della Festa dei lavoratori del 1° maggio. Dopo un’ulteriore riunione a Palazzo Chigi, il testo è arrivato alle battute finali, con le ultime limature prima dell’approdo ufficiale.
Cuore del decreto è il principio del “salario giusto”: gli incentivi alle imprese saranno concessi solo a chi garantirà retribuzioni in linea con i contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni più rappresentative. Un tentativo di contrastare il fenomeno dei cosiddetti “contratti pirata” e rafforzare il sistema della contrattazione.
Tra le misure principali figura anche la proroga fino alla fine dell’anno dei bonus per le assunzioni, in scadenza il 30 aprile. Gli incentivi riguardano giovani under 35, donne lavoratrici svantaggiate e occupazione nelle aree Zes, con l’obiettivo di sostenere l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro.
Un capitolo specifico è dedicato ai rider, per i quali vengono introdotte nuove regole di accesso alle piattaforme digitali. Sarà possibile registrarsi tramite strumenti di identità digitale come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, oppure con account certificati e sistemi di autenticazione rafforzata. Le piattaforme non potranno assegnare più profili allo stesso lavoratore né affidare incarichi sovrapposti nel tempo: in caso di violazione sono previste sanzioni.
Il governo ha scelto di non esercitare la delega sul salario minimo, lasciando spazio al confronto tra le parti sociali per arrivare a un accordo su rappresentanza e tutele. Nel frattempo, il decreto definisce i criteri per individuare il “trattamento economico complessivo” di riferimento, stabilendo che nessun accordo potrà prevedere condizioni inferiori rispetto ai contratti maggiormente applicati.


